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Modena. La morte di Tona, i carabinieri in lutto: «Dava il meglio di sé»

Lo sconcerto, il silenzio, la corsa sul luogo della tragedia  per capire cos’era accaduto, l’arrivo del generale Angrisani 

modena La notizia è arrivata all’improvviso a metà mattina. In pochi minuti, dalle caserme è girata in Procura e tra i corridoi del tribunale: Massimiliano Tona, il conosciutissimo appuntato scelto in moto, era morto per un incidente in Complanare. Tra i suoi colleghi è sceso immediatamente un tragico silenzio di lutto. C’era la volontà di sapere cos’era successo, perché un militare con tanta esperienza in moto fosse caduto, come fosse stato possibile in un rettilineo di chilometri in quel momento vuoto.



Alcuni colleghi in servizio per la città sono accorsi sulla scena del tragico incidente, che di fatto è anche un infortunio sul lavoro mortale. In pochi minuti da Bologna è arrivato anche il comandante di Legione generale Davide Angrisani. Volevano vedere e volevano accertarsi delle condizioni dell’appuntato Michele Mastroianni, il carabiniere compagno di squadra in moto di Tona da oltre dieci anni. Mastroianni stava bene, era illeso. Anzi, non era stato neanche coinvolto nell’incidente e, dopo aver assistito alla caduta e aver cercato di soccorrere il collega e amico, aveva dato lui stesso l’allarme.

Al lutto dei carabinieri si è unita la consapevolezza che era finito tutto quel progetto di vita che Tona si era pazientemente costruito con la compagna e la madre anziana intorno alla casa in mezzo alla natura nel Comune di Serramazzoni.

Nell’Arma si sapeva che, dopo aver passato il corso da brigadiere scelto, a giorni Tona sarebbe entrato in servizio al Comando di Pavullo lasciando i colleghi e amici di Modena dopo quasi vent’anni ininterrotti di servizio alla Radiomobile. Avrebbe fatto un lavoro analogo, avrebbero continuato a vedersi, ma qualcosa sarebbe cambiato.

I colleghi ieri ricordavano il trasferimento a giorni nella nuova casa immersa nel verde coi suoi animali e di una festicciola che stavano organizzando per l’occasione per i prossimi giorni.

Pur con l’obbligo del silenzio, ieri dalla caserma di Modena alcuni militari hanno fatto sapere quanto era stimato a livello professionale.

Dicono che gli ufficiali lo consideravano un militare attivo, di elevate capacità ed efficiente.

Raccontano che nel servizio dava sempre il massimo di sé, anche a livello di umanità e di capacità di capire chi gli stava di fronte, come nei soccorsi e negli interventi drammatici contro i criminali e i violenti di strada.

Si sottolineava come fosse attento al sociale, ai cittadini e quanto conoscesse tutto il territorio di Modena. Tutto il resto, compreso il silenzio, fanno parte di una profonda tristezza che ammanta questa circostanza.

«Un tragico incidente che è costato alla vita a un altro servitore dello Stato. Massimiliano era un collega apprezzatissimo per le grandi doti umane e professionali», dice Fabio Conestà, segretario generale del Movimento sindacale autonomo di polizia (Mosap).—

C.G.

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