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Comune di Modena. Tasse congelate, incentivi e sostegno: «È il bilancio di emergenza e ripartenza

Muzzarelli presenta in Consiglio la prima manovra pianificata per fare i conti con il Covid: 234 milioni di spesa nel 2021 e ambizioso piano investimenti da 183 milioni per il triennio

il focus

Emergenza e ripartenza: sono queste le parole chiave del Bilancio di previsione 2021-23 presentato ieri in Consiglio dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli e dal vice con delega al Bilancio Gianpietro Cavazza. Il primo bilancio pianificato per fare i conti con le ripercussioni Covid: «Se non il più difficile, senz’altro il più incerto tra tutti quelli che dovremo affrontare in questa consigliatura» ha sottolineato in premessa Muzzarelli, parlando di «una traiettoria di lavoro chiara alla base dell’impostazione: gestione dell’emergenza e impostazione della ripartenza». Aspetti che chiamano «a tenere insieme velocità e pensiero lungo».


Prima uno sguardo indietro, con il dato consuntivo fornito per la prima volta su quanto ha spostato il Covid nel bilancio 2020: 20 milioni di spese in più per il Comune nel susseguirsi dei mesi, coperte interamente dai finanziamenti statali per l’emergenza.

Due le direttrici di fondo delle azioni 2021: protezione sociale e sostegno al lavoro. Questo con quasi 234 milioni di euro in spesa corrente sul 2021 e 183 milioni di investimenti nel triennio. «Il bilancio è predisposto per giocare fino in fondo la partita dell’innovazione - ha sottolineato Muzzarelli - senza la quale è impossibile gestire insieme “emergenza e ripartenza”. Digitalizzazione verso il pubblico, smartworking, semplificazione dei processi e nuove modalità gestionali sono state considerate da tutti i servizi e gli assessorati». Questo a tasse e tariffe bloccate: non ci sono inasprimenti di Irpef e Imu, non c’è l’introduzione dell’ex addizionale Tasi che poteva portare in cassa 1 milione sui fabbricati D. Anche l’introduzione del Canone unico patrimoniale (per legge sostituisce Tosap e Imposta di pubblicità) avviene senza utilizzare gli spazi di aumento possibili. Nella prima rata della Tari sono confermate le agevolazioni già approvate. Altri aspetti fondamentali, l’accento sul recupero dell’evasione e «il no alla logica dei tagli: all’opposto, consolidamento e difesa di tutti i servizi rivolti alle famiglie e alle persone».

Il piano investimenti nelle opere pubbliche è stato definito «ambizioso, ma prudente. Presentiamo un elenco senza buchi o salti nel vuoto - ha rimarcato - perché su scuola, sicurezza, manutenzione, ambiente, mobilità e digitale vogliamo vedere che le idee diventano cantieri e non rimangono sogni sulla carta». Ecco dunque le riqualificazioni del comparto ex Amcm, delle ex Fonderie, dell’ex Ospedale Estense, dell’area nord dove si sviluppano i lavori del progetto periferie. Ecco le nuove scuole (a Villanova e area nord) e le case per anziani (quella intitolata ai coniugi Gorrieri in zona Windsor e quella alla Madonnina), l’incremento delle ciclabili e la manutenzione di quelle esistenti. Il tutto senza prevedere nuovo indebitamento, a parte il possibile accollo del mutuo relativo al Peep Cittanova 2. Il debito resta però su livelli molto bassi: salirà a 11 milioni di euro nel 2021 per poi rientrare sotto i 10 nel triennio: neanche 52 euro ad abitante. Non va dimenticato che tramite la riorganizzazione degli uffici il Comune ha risparmiato nell’ultimo anno 2 milioni, senza comunque rinunciare alle attività.

«Il fatto che nessun servizio sia stato cancellato dall’inizio della pandemia rappresenta un obiettivo conseguito e tutt’altro che scontato - ha evidenziato Muzzarelli - ora però il lavoro deve continuare perché il Comune di Modena non può rischiare un triennio di totale ingessamento. È una partita da giocare in attacco, provando a delineare la fisionomia del Comune del 2030».

Per favorire la ripresa delle imprese, si pensa anche a bandi condivisi con Camera di Commercio e Università. «Punteremo sulla ripresa del settore edile all'insegna della sostenibilità, della sicurezza antisismica e del comfort abitativo» ha sottolineato, parlando di piani per il rilancio dei principali mercati (fra cui Albinelli e mercato del lunedì), iniziative specifiche per l'artigianato e la manifattura, per la ricettività turistica e per i pubblici esercizi, del commercio e dei servizi «con azioni diversificate fra centro storico, tessuto urbano e frazioni».

Non è mancato un sentito passaggio di ricordo del viceprefetto Chiara Pintor: «Era per noi un riferimento importantissimo, di grande umanità e competenza». —

Daniele Montanari

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