Formigine. I predoni delle Bmw che le svuotano e poi su commissione rivendono i pezzi

Formigine. Il racconto della proprietaria: «Un colpo notturno mirato Ci vorranno diverse migliaia di euro. Al mio vicino la stessa cosa» 

FORMIGINE. Migliaia di euro di danni. Questo il risultato del furto subito nella notte tra martedì e mercoledì da Cristina Spaggiari, la cui auto, una Bmw X4, è stata presa di mira da quella che con ogni probabilità era una banda specializzata. Banda che ha portato via praticamente tutti gli interni dell’auto - ma anche i fanali anteriori - per rimetterli sul mercato. È successo su via Battistella a Formigine dove, la stessa notte, anche all’auto di un vicino di Cristina, un’altra Bmw è toccato lo stesso destino. In questo caso, però, pare che siano stati portati via solo gli interni, in particolare il navigatore.

L’amara sorpresa mercoledì mattina. Un vetro - quello più piccolo - spaccato per introdursi nell’abitacolo e, sull’asfalto, numerosi bulloni. Quel poco che restava degli interni. «Hanno portato via il volante, - racconta Spaggiari - il computer col navigatore, praticamente tutto. Non c’è più niente dentro. Sono spariti anche i due fanali anteriori e, per rimuoverli, hanno pesantemente danneggiato la carrozzeria, in particolare il cofano e il parafanghi». E mentre Cristina e il marito si accorgevano del furto subito, poco più in là, anche il vicino trovava la sua auto violata: «Abbiamo chiamato la polizia locale e sono arrivati subito, ci hanno dato tutte le indicazioni e ci hanno detto di andare dai carabinieri a sporgere denuncia. Anche dai carabinieri ci siamo sentiti rassicurati e affiancati, il maresciallo ha detto che faranno di tutto per eliminare questo fenomeno». E se il conto dei danni ancora non è preciso, quel che è certo è che non sarà irrisorio: «Credo che sia andato via metà del valore dell’auto - dice la donna - ma non saprei quantificare. Il mio assicuratore ha detto che ci sono stati un sacco di furti di questo tipo sulle Bmw».


Si tratta probabilmente di furti su commissione, e a confermarlo è anche l’ex-comandate della polizia locale di Formigine Mario Rossi: «Ci sono sparse per l’Italia quelle che possiamo definire delle “piccole-grandi centrali del crimine”, a cui le persone si rivolgono e danno l’elenchino di quello che gli serve». A queste “centrali del crimine” sono poi collegati degli operatori che cercano l’obiettivo e agiscono. «Si muovono in pochi minuti - continua Rossi - sanno già cosa vogliono, è difficile che vadano genericamente su qualcosa. I bersagli non sono quasi mai causali». E alla fine quei pezzi possono raggiungere qualsiasi parte d’Italia, se non addirittura l’estero. —

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