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L'inchiesta/ Vita da sindaci nel Modenese Doveri e responsabilità per mille euro al mese Sindaci poveri ma felici Tutti i compensi

Dal “rimborso spese” di Riolunato ai 3.500 euro di Modena Gargano: «Una vita dura, ma lo facciamo con il sorriso»

MODENA Verrebbe da dire “poveri ma felici”, anche se la pandemia ha messo a dura prova la seconda parte dell’affermazione. E poi ci sono i social, che hanno cambiato il rapporto con quella che un tempo era una figura istituzionale difficilmente avvicinabile: da una parte c’è una maggiore vicinanza ai cittadini, ma dall’altra ci sono anche... gli insulti ricevuti via Facebook per una buca in strada. Verrebbe da chiedersi “ma chi te l’ha fatto fare?”, e in effetti molti di loro se lo chiedono ancora, tra estratti conto inchiodati allo stesso numero - se va bene - e fine settimana che non sono troppo diversi dagli altri giorni. Eppure l’altra domanda - se tornassi indietro lo rifaresti? - ottiene quasi sempre una risposta positiva. Perché i sindaci modenesi, pur avendo indennità ampiamente sottodimensionate rispetto alle responsabilità, sono felici della loro scelta.



Ma quanto guadagnano oggi i 47 sindaci della provincia? Come previsto dalla legge Bassanini (1999), le indennità dipendono dal numero di abitanti del Comune. La legge prevede dunque dieci fasce, partendo dai paesi più piccoli e arrivando alle metropoli. Così, nei Comuni sotto i mille abitanti - nel modenese solo Montecreto e Riolunato - al sindaco viene riconosciuta un’indennità di 1.291 euro lordi, che al netto delle tasse diventano appena 800 euro. Più che uno stipendio, un rimborso spese, anche se nell’agosto scorso l’allora ministro Lamorgese ha approvato un aumento che porta il netto a circa mille euro. Salendo di fascia, nei paesi da mille a 3mila residenti lo stipendio sale a 1.446 euro lordi, che diventano circa mille netti: anche per loro vale il decreto Lamorgese del 2020, che porta i netti a circa 1.200 euro.



Salendo ancora, le realtà comprese fra 3mila e 5mila abitanti (come Bastiglia e Guiglia) prevedono un’indennità di 2.170 euro lordi, il che significa che al sindaco ne restano circa 1.400. In quarta fascia ci sono i Comuni compresi tra i 5 mila e i 10mila residenti - è il caso di Cavezzo e Campogalliano - dove l’indennità di 2.790 euro lordi comporta uno stipendio netto attorno ai 1.800 euro. Per raggiungere quota duemila netti (2.100 per la precisione) bisogna raggiungere la quinta fascia, che coincide con i Comuni compresi tra i 10mila e i 30mila abitanti, che nella nostra provincia sono diversi, da Mirandola a Pavullo, passando per Spilamberto e Vignola. Salendo ancora più in alto si arriva ai principali Comuni della provincia, da Castelfranco a Formigine - fascia 30mila-50mila abitanti - dove i 3.460 euro lordi valgono un netto attorno ai 2.300 euro. In settima fascia - 50-100mila residenti - c’è solo Carpi, dove l’indennità netta si aggira sui 2.700 euro. E Modena? Il capoluogo è in ottava fascia, quella riservata alle città da 100-250mila abitanti: in questo caso l’indennità lorda supera i 5mila euro, che senza le tasse valgono uno stipendio sui 3.500 euro. Numeri diversi per le ultime due fasce, che però non riguardano il modenese.

«Tutto questo senza tredicesima e con l’assicurazione a carico nostro - precisa Gianni Gargano, sindaco di Castelfranco - e per lavorare h24, per 365 giorni all’anno e con un enorme carico di responsabilità civili e penali». Pochi soldi ma tanti doveri, insomma, anche se questo non significa che il sindaco si sia pentito della sua scelta: «Quello che manca economicamente - riprende Gargano - viene compensato dai “grazie” della gente. Lo facciamo perché crediamo nel servizio alle nostre comunità, e se nonostante tutto riesci a farlo con il sorriso, qualche soddisfazione riesci anche a togliertela». —

COME CAMBIA IL REDDITO A SECONDA DELLA POPOLAZIONE DEL COMUNE

1 - 1000 ABITANTI

Busta aumentata a ... mille euro

L’aumento c’è stato, ma lo stipendio netto supera di poco i mille euro. Nei Comuni fino a mille abitanti - nella foto il sindaco di Montecreto Leandro Bonucchi - fino al 2019 i sindaci percepivano 800 euro: il decreto dell’ex ministro Lamorgese ha comportato un aumento di circa 200 euro

1001 - 3000 ABITANTI

Si arriva a 1200 euro

Con l’aumento dell’ex ministro Lamorgese, arrivano a circa 1.200 euro netti le indennità dei Comuni tra i mille e i 3mila abitanti. Rientrano in questa fascia Fanano, Fiumalbo, Frassinoro, Lama, Montefiorino, Palagano, Pievepelago, Polinago e Sestola (nella foto Marco Bonucchi)

3001 - 5 000 ABITANTI

Un netto di 1400 euro

Uno stipendio di 2.170 euro lordi, che al netto delle tasse fruttano ai sindaci circa 1.400 euro netti. È la situazione dei Comuni compresi tra i 3mila e i 5mila abitanti, ovvero Bastiglia, Camposanto, Guiglia, Montese, Prignano, San Possidonio e Zocca (nella foto Gianfranco Tanari).

5001 - 10000 ABITANTI

Meno di 2 mila euro

Nei Comuni dalla popolazione compresa tra i 5mila e i 10mila residenti, ovvero Campogalliano, Cavezzo (nella foto Lisa Luppi), Concordia, Marano, Medolla, Novi, Ravarino, San Cesario, San Prospero, Savignano e Serramazzoni, l’indennità netta del sindaco è di circa 1.800 euro

10000 - 30000 ABITANTI

Indennità di 2100 euro

Stipendio di 2.100 euro netti per i Comuni tra 10 e 30mila abitanti. «Meriteremmo il doppio - spiega Umberto Costantini di Spilamberto - e non siamo nemmeno contemplati come categoria da vaccinare prioritariamente. Detto questo, fare il sindaco è meraviglioso e dà tante soddisfazioni»

 

30001 - 50000

Uno stipendio di 2mila 300 euro

Per la sesta fascia, quella dei Comuni compresi tra 30 e 50mila abitanti, l’indennità dei sindaci raggiunge 3.460 euro lordi, ovvero circa 2.300 euro netti. Rientrano in questa categoria Castelfranco (nella foto il primo cittadino Gianni Gargano), Formigine e Sassuolo


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