Palagano. «Niente dirigenti né vigili Così devo fare... tutto io Ma la gioia è impagabile»

Fabio Braglia ha deciso di ricandidarsi dopo due mandati a Palagano «Ho vacillato perché a volte è dura, ma ha prevalso il senso civico» 

PALAGANO Lui i social li usa da sempre, ma per raggiungerlo non c’è bisogno di Facebook, dal momento che il suo numero in paese... ce l’hanno tutti.

A pochi mesi dal termine del suo secondo mandato, il sindaco di Palagano Fabio Braglia racconta le difficoltà, ma anche le gioie, della vita da primo cittadino.


Sindaco Braglia, lei guida un Comune da 2.200 abitanti: qual è il suo stipendio netto?

«La mia busta paga è di 1.030 euro netti. In teoria, alla luce del decreto Lamorgese, avrei anche potuto aumentare l’indennità, ma ci sarebbe stato un problema: una piccola parte dell’aumento sarebbe arrivata dallo Stato, mentre l’altra parte avrebbe dovuto metterla il Comune. A quel punto ho lasciato perdere, anche perché non mi sembrava giusto aumentarmi lo stipendio, per quanto si possa definire tale, nel periodo della pandemia».



Il problema degli stipendi dei sindaci, però, resta.

«Assolutamente: lo stipendio di un sindaco è una cosa vergognosa se si pensa a tutto quello che c’è da fare. E la cosa vale a maggior ragione in un Comune come il mio, dove ci sono solo due assessori, che percependo un gettone di circa 75 euro al mese, ovviamente devono fare un altro lavoro, e di conseguenza non possono essere sempre disponibili. Ecco, se avessi la disponibilità di una somma economica senza sottrarla alle casse del Comune, aumenterei la loro indennità prima della mia».



Pochi soldi, ma tante responsabilità.

«Sì, perché non avendo dirigenti, ma solo due posizioni organizzative, fondamentalmente le decisioni in un Comune come Palagano le prende tutte il sindaco. Al momento siamo anche senza agenti di polizia municipale, perché i tre che avevamo hanno ottenuto il trasferimento. In sostanza, quando succede qualcosa, il sindaco deve “prendersi su” e andare. In questi giorni sto dando una mano con le prenotazioni per i tamponi rapidi che facciamo al palasport, dal momento che la farmacia non ha lo spazio fisico per farlo in sicurezza».

Lei prima che lavoro faceva?

«Ero educatore in un centro diurno di Montefiorino. Volendo fare un confronto, lo stipendio era più alto, e alle 15.30 avevo finito, mentre adesso non c’è sabato né domenica, e l’anno scorso ho dovuto addirittura interrompere il pranzo di Natale in famiglia per un’emergenza...».

Una vita dura, insomma. Com’è il suo rapporto con i social?

«La mia pagina la uso quasi esclusivamente per dare informazioni, in particolar modo con le tante emergenze climatiche che ci sono state negli ultimi anni: in questo senso, l’immediatezza dei social e la possibilità di raggiungere tante persone sono state importanti, anche perché oggi li usano tanti anziani. Detto questo, i cittadini non hanno bisogno di Facebook, dal momento che il mio numero in paese... ce l’hanno tutti».

In questi anni non si è mai chiesto chi glielo ha fatto fare?

«Me lo chiedo spesso - ride - nel senso che sono diversi i momenti in cui le difficoltà e lo stress sembrano prendere il sopravvento. Del resto siamo esseri umani, fare il sindaco toglie tanto tempo alla famiglia, e qualche volta ti trovi davanti persone che non sono contente nonostante tu faccia il possibile. La domanda me la sono posta anche in questi giorni, dal momento che dovevo decidere se ricandidarmi: all’inizio ho pensato di farmi da parte, ma poi ha prevalso il senso civico, quindi ci sarò».

Quanto hanno pesato le soddisfazioni di questi anni?

«Hanno pesato parecchio, anche perché le soddisfazioni sono tantissime: sapere che stai dando il massimo per il tuo territorio è una cosa impagabile. Così, è stata una grande soddisfazione aver portato un’ambulanza con infermiere a Palagano o aver inaugurato il palasport. Soddisfazioni che ti riempiono di gioia, perché ti sei sacrificato tanto, ma puoi toccare con mano i frutti di quel sacrificio, ovvero servizi e infrastrutture per chi ne ha bisogno. Per me fare politica è questo, anche se non mi ritengo un politico, anche perché la politica mi ha fatto più che altro penare, ma semplicemente un amministratore». —

L.G.

© RIPRODUZIONE RISERVATA