Ecco l’Unione senza Mirandola «Ora noi sindaci decideremo»

Il consulente Canossi ha presentato il piano con alcuni essenziali servizi comuni Sedici dirigenti chiave e alcune convenzioni terranno legata la città capodistretto

Ha ascoltato le valutazioni dei sindaci, ha raccolto centinaia di dati che gli sono stati talvolta forniti con il contagocce e quindi, seppur in ritardo rispetto all’iniziale cronoprogramma, il consulente Giuseppe Canossi ha elaborato un progetto per l’Unione del futuro. Un’ente disegnato senza più Mirandola, rispettando la volontà del Consiglio comunale e senza tenere conto di ciò che potrebbe decidere il Consiglio di Stato dopo il parere del Tar che ha bocciato la strategia del sindaco Greco e dei suoi.

Si può osservare un’ente piuttosto snello che proverà a tenere insieme 5 macro settori: i Tributi, affidati al dottor Pasquale Mirto che ora rappresenta anche il direttore operativo; le Risorse Umane e Finanziarie; la Polizia locale; il Territorio con il Suap, il marketing e l’antisismica; i Servizi alla persona con Scuola, Famiglia, Disabilità.


Sul fronte Polizia locale si prospetta l’aggregazione di alcuni presidi con San Felice che accorperebbe Camposanto, Concordia prenderebbe San Possidonio e Medolla ingloberebbe San Prospero.

In totale sarebbero 16 le posizioni organizzative, cioè i capi dei vari ambiti, mentre Canossi prospetta alcune convenzioni indispensabili per garantire all’Unione un’operatività che altrimenti non avrebbe. E alcune sarebbe da stipulare con Mirandola, che - va detto - non ha mai disdegnato questo tipo di soluzione: è il caso dell’Archivio, il Ced e il canile intercomunale. Il sistema interbibliotecario, una delle grandi e riconosciute eccellenze dell’Ucman, avrebbe una convenzione operativa con la biblioteca Delfini di Modena ed infine ci sarebbe la Centrale unica di committenza (l’ufficio che bandisce le gare di appalto) che sarà da ricercare e con il quale sottoscrivere una convenzione, magari con la Bassa Reggiana a cui sono già legati alcuni Comuni dell’Unione.

Sul piano Canossi, che di fatto appare minimal e non costringe nessuna municipalità a cedere troppa sovranità, ora inizierà la discussione tra gli 8 sindaci, ma il perimetro è definito. «Il progetto dell’Unione a otto è una realtà – spiega il sindaco di Cavezzo e presidente dell’Ucman, Lisa Luppi – Un’ipotesi di nuova struttura dell’ente, che prevede l’uscita di Mirandola, è stata presentata dal consulente incaricato, il dottor Canossi, ai sindaci degli altri otto Comuni. Dopo mesi di lavoro molto complesso, abbiamo ora un progetto concreto, che permette a noi sindaci di entrare nel merito dei singoli temi, servizio per servizio, ufficio per ufficio, per proseguire il confronto tra di noi e con le rispettive amministrazioni. Gli elementi contenuti nel documento aprono una nuova fase anche nel dialogo coi sindacati e con lo stesso Comune di Mirandola, confronto che potrà basarsi ora su elementi concreti. Ringrazio, oltre al dottor Canossi, i colleghi sindaci e tutti i tecnici che hanno contribuito a un lavoro collegiale lungo e difficile, ma decisivo per il bene e il futuro del territorio». —

F.D.

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