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Modena: rischio arancione scuro. C’è il nodo scuola, ma cresce la preoccupazione tra i sindaci

Nel Modenese 402 nuovi casi. Tra oggi e domani confronto con l’Ausl, poi potrebbero scattare misure come a Bologna

MODENA. Saranno decisive le prossime 48 ore per eventuali restrizioni ad hoc per la provincia di Modena.

L’ipotesi è il passaggio all’arancione scuro come già avvenuto per Bologna e la Romagna ad eccezione del distretto di Forlì. Anche il territorio di Modena ha visto nelle ultime due settimane un innalzamento dei casi preoccupante, che si è accentuato negli ultimi sette giorni durante i quali si è salito del 50 per cento rispetto ai sette precedenti.


Stefano Bonaccini si è detto pronto a firmare un’ordinanza anche per Modena e provincia se i sindaci e l’Ausl lo riterranno opportuno. Per questo motivo tra oggi e domani ci saranno i primi colloqui - informali e non - tra i primi cittadini e i direttori dei diversi distretti sanitari per valutare la situazione. Il primo incontro in programma è per il distretto vignolese. Un po’ dappertutto i sindaci ritengono il quadro preoccupante, ma non vogliono assumersi responsabilità che vanno oltre le loro competenze e per questo attendono che aziende sanitarie e Regione dettino la linea. Se si dovesse valutare per una zona arancione scuro, il freno principale sarebbe rappresentato dalla chiusura delle scuole. Molti ritengono che elementari e medie debbano restare aperte, soprattutto se si dovesse creare il paradosso di chiudere le classi e lasciare attive strutture di grande richiamo, anche per i ragazzi. E sempre sul tema scuola, sarebbe poco gradita una soluzione lampo: i sindaci vorrebbero concedere il tempo necessario ai genitori per organizzare la vita familiare e non di trovarsi a dover “mollare” i figli ai nonni nel giro di 24 ore. O di dover chiedere lo smart working o peggio utilizzare i giorni di ferie. Ecco l’altro punto critico. La cosiddetta zona arancione scuro non prevede a norma di legge alcun permesso, cosa garantita ad esempio in zona rossa. E non tutti possono usufruire dello smart working. Un problema a cui la Regione ora cerca di porre rimedio. L’assessore regionale a Lavoro e Sviluppo economico Vincenzo Colla ha scritto al Governo: «Abbiamo già sollecitato il ministro alle Pari opportunità, Elena Bonetti, a rifinanziare il sistema dei congedi parentali per consentire ai genitori di stare a casa con i figli in quarantena o in Dad. I congedi parentali, fondamentali alla luce dei nuovi lockdown territoriali circoscritti dovuti all’aumento della diffusione del virus nelle scuole, erano stati interrotti a gennaio, pertanto abbiamo chiesto anche di renderli retroattivi».

Qualcosa, però, andrà fatto in tempi brevi per fermare i contagi. Anche ieri Modena ne ha registrati 402, con un ricovero in Terapia intensiva e otto negli altri reparti Covid. Un incremento in linea con quelli dell’ultimo periodo e che indica come i benefici derivanti dall’ingresso in zona arancione di una settimana fa siano ancora ben lontani dall’essere sensibili. Tra l’altro le forze dell’ordine proseguono i controlli. I carabinieri nel fine-settimana hanno sanzionato sei persone che di notte si trovavano fuori comune senza motivo: è successo a San Felice, Frassinoro, Spilamberto e Carpi. Inoltre multa e chiusura di cinque giorni per un ristorante di Carpi, il bar Cupido di Camposanto e l’agenzia per pratiche stranieri di Spilamberto(quest’ultima recidiva) per il mancato rispetto delle norme anti-Covid.

Lo stesso vale per il resto della regione, dato che in Emilia Romagna i nuovi casi sono stati 2.610 su un totale di 24.606 tamponi.

La situazione dei ricoveri in regione vede una lento, ma continua crescita dell’occupazione dei posti letto: in terapia intensiva sono 227 (+13), 2.255 quelli negli altri reparti Covid (+77).

Come sempre la speranza è affidata ai vaccini. A Modena somministrate complessivamente 59.928 dosi di vaccino, di cui 20.669 seconde dosi. E da oggi anche le persone tra gli 80 e gli 84 anni potranno prenotare l’appuntamento. —

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