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Carpi, il rombo degli amici in moto per l’ultimo saluto a Gianluca

Il ricordo commosso di chi lo conosceva: «Era prudente, non rischiava e in sella ci sapeva stare»

CARPI Il rombo di decine di motociclette ha accompagnato l’ultimo viaggio di Gianluca Mantovani. Così gli amici hanno voluto dare l’addio al centauro scomparso l’altro giorno per un incidente.

Carpi, il rombo delle moto per salutare Gianluca Mantovani



In più anche uno striscione con le scritte “Sei il nostro sole” e “Colora il cielo di indaco”. E quasi a esaudire quelle parole, ieri splendeva il sole durante l’ultimo saluto che parenti, amici e vicini di casa hanno voluto fargli. I funerali del motociclista carpigiano, deceduto a 53 anni dopo un incidente in moto in via Liguria lo scorso giovedì, si sono tenuti presso la camera mortuaria TerraCielo. Una settantina i presenti per salutare Gianluca e dare il loro sostegno ai suoi genitori e alla compagna Olga.

«Abbiamo girato spesso insieme in moto. Conoscevo molto bene la sua famiglia» racconta Aureliano Ferrari, meccanico di fiducia di Gianluca che lavora all’officina Ducati di via Cattani.

«Quando ho ricevuto la notizia, sono rimasto distrutto nel sapere com’era accaduto l’incidente». Ascoltando anche altri suoi amici, tutti trovano inspiegabile la dinamica dell’accaduto, soprattutto per quanto Gianluca era abile nel guidare la moto.

«Quando ho sentito cos’era successo, subito ho pensato fosse uno scherzo. Gianluca in moto era molto bravo, preciso: quando si poteva andava anche molto forte, come tutti noi. Ma in quel momento stava andando piano» racconta il suo vicino di casa, Dario Soragna. Da alcuni anni era legato a Gianluca da una profonda amicizia, consolidata dal 2020 in poi, con l’inizio della pandemia.«Ci ho girato insieme anche in moto. Ma durante il lockdown non potevamo spostarci: ci trovavamo spesso a giocare a pinnacolo» ricorda Dario.

Oltre che come motociclista, lo conosceva anche come falegname. «Mi ha fatto anche dei lavori in casa: erano delle vere e proprie opere d’arte. Era davvero un grande artista del legno».

Dario, come molti altri suoi amici, descrive la sua schiettezza in modo positivo. «Era una persona genuina e sincera - dice - Abbiamo perso una gran bella persona».

Anche chi lo conosceva meno ha un ottimo ricordo di Gianluca. «Avevamo diverse amicizie in comune» racconta Andrea Ferri, pure lui motociclista che spesso ci ha parlato degli incontri in piazza.

«Era davvero un ragazzo per bene». Andrea, forte della sua esperienza in moto, riflette anche sulla casualità di ciò che è successo: «È capitato a lui, ma poteva capitare anche a me. Noi motociclisti dobbiamo sempre stare attenti a quello che succede intorno a noi. Spesso cadiamo e ci va bene: purtroppo per Gianluca non è stato così. È stata davvero una disgrazia». —