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Modena, nasce una nuova supercar L’imprenditore Pizzuto lancia Fulminea

La sede operativa in un capannone di via Olanda: sarà la prima hypercar elettrica italiana con omologazione stradale 


Modena sempre più capitale mondiale delle supercar a trazione elettrica. Dopo i cinesi della Faw (in joint venture con l’americana Silk Ev) adesso è un imprenditore altoatesino a puntare sulla nostra città per un nuovo progetto di vettura ultrasportiva alimentata a batterie, la Estrema Fulminea.

Nell’estate dell’anno scorso il meranese Gianfranco Pizzuto ha infatti fondato Automobili Estrema, impresa che si pone l’obiettivo di progettare, ingegnerizzare e produrre in piccola serie hypercar e supercar a emissioni zero. La Estrema ha svelato il modello in scala 1:5 della Fulminea, che dovrebbe essere commercializzata nella seconda metà del 2023.

Verrà costruita a Modena (tutta a mano) mentre la sua veste stilistica è ‘made in Torino’, opera di EPTA Design. Nella nostra città entro maggio verrà aperta la sede operativa di questo nuovo marchio, in un capannone di via Olanda, ma Pizzuto aveva sondato anche per la ex Bugatti di Campogalliano.

Tra due mesi sarà pronto il modello in scala 1:1. Proprio ieri Pizzuto ha fatto sapere che Automobili Estrema si è fusa con ABEE, creando una holding che si chiamerà Estrema-ABEE Technologies a sostegno del progetto. La Fulminea, che vorrebbe diventare la prima hypercar elettrica italiana con omologazione stradale, verrà spinta da un pacco batteria ibrido con celle agli ioni di litio allo stato solido prodotte con tecnologia proprietaria appunto dalla belga ABEE e combinati con supercondensatori «prodotti in Estonia», spiega Pizzuto, già co-fondatore e finanziatore della Fisker Automotive nel 2007, marchio che produsse in California la prima supercar elettrica della storia, la Karma.

Il pacco batterie di ultima generazione della Fulminea, in fase di sviluppo congiunto, raggiungerà una densità di energia senza precedenti e avrà una capacità di 100 kWh con un’autonomia prevista di 520 km: sarà progettato e prodotto in collaborazione con la turca Imecar Elektronik. La trasmissione dell’auto sarà dotata di 4 motori elettrici (uno per ruota) con una potenza di picco di 1,5 MW (2.040 cavalli) che, in meno di 10 secondi, consentiranno all’auto di accelerare da 0 a 320 chilometri all’ora. Peso della batteria (appena 300 chili) e massa totale in ordine di marcia di 1.500 chili sono altri dati che identificano la Fulminea. Il primo esemplare di questa hypercar veste l’italianissimo “azzurro Savoia”, il colore preferito di Pizzuto.

«La faremo in 61 esemplari perché sono nato nel 1961», spiega Pizzuto, Ceo di Estrema Automobili, imprenditore con alle spalle esperienze in vari settori e una grande passione per le auto: trasformò una 500 in elettrica tre anni prima di FCA. Per ora sono una dozzina le persone impegnate nel progetto, ai quattro capi del mondo, e che lavorano assieme in epoca Covid “da remoto” grazie alle tecnologie.

Pizzuto definisce la Fulminea una sorta di Pagani elettrica, ma lo sarà anche nel costo a sette cifre? Il fondatore di Estrema Automobili non nega che questo sia il livello ma sottolinea anche il ruolo che Fulminea potrebbe svolgere per l’automotive italiano: «La nostra vettura è nata da un foglio bianco, è in realtà un banco di prova, un laboratorio su ruote per testare i limiti massimi ottenibili di diverse tecnologie e del design tutti insieme. Una sorta di acceleratore, quello che la Porsche 911 Turbo fu per le auto sportive negli anni Settanta. A me il «normale» non piace. Ci aspettano altri due anni di lavoro, sette giorni su sette. E poi devo ancora trovare tutti i soldi». Per partire con il suo progetto Pizzuto ha coinvolto inizialmente famiglia e amici. La presentazione della nuova creatura è prevista prima dell’estate, a Torino (al Museo dell’Automobile) e poi a Modena. «E dopo Fulminea, che ci darà anche i margini per gli investimenti successivi, pensiamo a modelli più economici. D’altronde io non mi invento in questo settore – dice da Merano – ho quindici anni di esperienza nel mondo dell’auto elettrica». Pizzuto conta di arrivare a raddoppiare i posti di lavoro attuali entro la fine dell’anno, senza contare l’indotto modenese. —