Cavezzo. Assalto alle Poste, i ladri volevano la cassaforte

Colpo notturno di quattro uomini all’ufficio di Motta ma l’arrivo dei carabinieri li costringe a fuggire nei campi a piedi

CAVEZZO. Con l’ufficio postale di Cavezzo ancora chiuso dopo l’esplosione del bancomat (a breve dovrebbe arrivare la riapertura come promesso alcune settimane fa), quello di Motta è diventato un punto di riferimento per tutto il comprensorio. L’aumento dei clienti ha quindi comportato anche una crescita di operazioni di denaro ed è quello che avranno pensato quattro banditi che lunedì notte hanno provato a dare l’assalto alla cassaforte. Il progetto è però fallito grazie al tempestivo arrivo di una pattuglia dei carabinieri che poco prima dell’una è riuscita a sventare il colpo, costringendo la banda ad una rapida fuga in mezzo alla campagna.

Ma sul piazzale della palazzina che ospita la Posta rimane il furgone utilizzato per il tentato furto. È stato posto sotto sequestro e gli esperti della scientifica dell’Arma sono già al lavoro per valutare se vi siano tracce utili ad identificare gli occupanti. Si tratta comunque di un mezzo rubato e quindi sarà ancora più complesso provare ad isolare alcune prove. Sarà invece importante valutare il “racconto” fornito dalle telecamere di videosorveglianza, che costellano tutto il territorio comunale. Si tratta infatti di un impianto all’avanguardia in dotazione alla polizia locale, ma che diventa fondamentale anche per le indagini dei carabinieri di Cavezzo. Le telecamere potrebbero aver ripreso quantomeno la direzione di arrivo del furgone, un inizio quantomeno utile per circoscrivere un primo tragitto.


I ladri avevano studiato adeguatamente il colpo. Avevano notato che la porta di legno della Posta non è evidentemente così resistente e difatti, probabilmente con l’utilizzo di un palanchino, sono riusciti a forzarla. La barra verticale faceva bella mostra anche ieri mattina, scardinata. L’anta blindata è stato l’unico ostacolo alla banda, che una volta entrata ha potuto operare come meglio credeva. Ha infatti tentato di ancorare la cassaforte al furgone, provando a sradicarla dando gas. E forse ci sarebbero riusciti se da quelle parti non fosse transitata un’attenta pattuglia dell’Arma, che non ha esitato ad intervenire. I quattro, per evitare l’arresto, hanno quindi scavalcato la recinzione e si sono dileguati nel buio della campagna mentre a Motta sono arrivati i rinforzi dei carabinieri e un operatore della vigilanza privata che ha presidiato il piazzale fino alla puntuale riapertura del servizio avvenuta ieri mattina alle 8.30. —

F.D.

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