Cavezzo, comprano merce per 250mila euro e la immagazzinano senza pagarla. La finanza scopre e denuncia tre persone

I militari hanno sequestrato i locali dell'azienda e la merce, e hanno denunciato i titolari di due aziende per truffa e insolvenza fraudolenta.

CAVEZZO. Acquistavano merce, non pagavano, e la accatastavano in un capannone di Cavezzo.

Lo strano giro d'affari di due aziende con sede nello stesso capannone è stato scoperto e denunciato dagli uomini della Guardia di Finanza di Modena.

Tutto è partito dallo strano andirivieni giornaliero di automezzi, attorno al capannone da part di queste due aziende che dichiaravano la stessa sede legale nel capannone. Tra l'altro è emerso che per i loro affari di compravendita e immagazzinamento della merce si servivano di 4 dipendenti “in nero”.

E' scattata la verifica a tutto campo Gli approfondimenti, anche di natura contabile, effettuati hanno fatto emergere che tutti i beni acquistati in passato e quelli presenti nel magazzino (tra i quali, materiale edile ed elettrico, pannelli isolanti, materassi, acqua minerale), per un importo totale di circa 250.000 euro, erano stati regolarmente acquisitati da diversi fornitori in Italia, ma mai pagati nonostante i numerosi solleciti, pervenuti nel tempo dai creditori.

In pratica, una volta consegnata la merce i fornitori non riuscivano più a contattare, in alcun modo, le due società di Cavezzo, i cui responsabili si rendevano a tutti gli effetti irreperibili.

Ai finanzieri che hanno chiesto spiegazioni di questa vicenda, i titolri delle due imprese si sono difese dicendo di essere a loro volta in difficoltà nell'avere credito presso gli istituti bancari.
Appositamente contattati dai Finanzieri carpigiani, i suddetti fornitori manifestavano all’unisono le rispettive sofferenze creditorie.

I militari  hanno sequestrato i locali dell'azienda e la merce, e hanno denunciato  tre persone per   truffa e di insolvenza fraudolenta.

L'operazion si è conclusa con la restituzione della merce ai legittimi proprietari - i venditori - in caso di rinuncia
 sarà  devoluta ad enti assistenziali presenti sul territorio.


Sono tuttora in corso ulteriori accertamenti finalizzati alla contestazione sia dei proventi illeciti conseguiti dagli autori della truffa che delle violazioni delle norme sul lavoro.