Modena, assalto alla profumeria Vaccari: «Così il rapinatore si è tradito nella fuga»

La commessa racconta l’aggressione subita dopo averlo scoperto alla cassa. Ritrovato grazie allo zaino con il documento

MODENA «Erano già le 18, per noi ora di chiusura. A quell’ora, dopo l’ultima rapina nel 2019, la porta resta chiusa e il sensore lo attiviamo solo noi manualmente per controllare chi entra. Ero in fondo alla parete a sistemare le ultime cose. Il rapinatore ha forzato la porta e dopo qualche minuto ho sentito l’apertura della cassa. Mi sono avvicinata e ho trovato la porta aperta. A un certo punto, lui, che era accucciato, è risalito e me lo sono trovato di fronte». Inizia così il drammatico racconto di Samanta Pietranico, la commessa della profumeria Marco & Luisa Vaccari di via Trento Trieste, negozio ancora una volta preso di mira dai delinquenti. Ma questa volta col lieto fine: i carabinieri hanno individuato il rapinatore che ora si trova ai domiciliari.

Modena, io rapinata e gettata a terra da un malvivente



È avvenuto il 17 febbraio scorso. Alle 18 la profumeria chiudeva proprio per evitare un’altra rapina come quella di due anni fa. Ma il bandito non lo sapeva e ha approfittato dell’occasione. Si è intrufolato dentro il negozio, come descritto, e ha svuotato la cassa. Un bottino di 300 euro. Ma a quel punto si è trovato faccia a faccia con Samanta.

«Aveva tutti i soldi in mano. La prima cosa che mi è venuto da dire è stata: “Cosa stai facendo?” Aveva mascherina e cappuccio tirato sulla testa. È uscito dalla cassa. Ho cercato di fermarlo. Volevo impedire che uscisse dalla porta. Lui ha urlato e mi ha tirato una gomitata forte e poi è scappato lungo Trento Trieste». Ma per la foga il rapinatore ha commesso un errore madornale: ha abbandonato lo zainetto.

Spiega sempre la commessa aggredita dal bandito: «Prima di entrare aveva appoggiato lo zaino in strada nell’angolo della vetrina accanto alla porta e lo ha dimenticato nella fuga. Come sono uscita in strada, l’ho visto. L’ho riportato in negozio. Prima di aprirlo abbiamo chiesto l’autorizzazione. Dentro abbiamo trovato una coperta, degli indumenti e un fascicolo sanitario».

Il fascicolo sanitario è subito finito nelle mani dei carabinieri che hanno raccolto la denuncia, dopo il primo sopralluogo, e l’indagine è stata veloce. I militari hanno trovato una foto corrispondete al nome, l’hanno mostrata a Samanta, che ha riconosciuto il bandito. È un ventenne modenese. Il sostituto procuratore Monica Bombana ha ottenuto dal gip la misura cautelare degli arresti domiciliari che è stata notificata dai carabinieri. Era un giovane già noto per altri reati. « È stato un momento di forte disagio per me - racconta Samanta - se dovessi rivivere una scena simile, non so se lo bloccherei, anche se l’istituto è di proteggere il tuo posto. Ma il suo sguardo mi ha spinto a lasciarlo andare. Mi ha intimorito parecchio».

È la prima rapina che Samanta subisce, ma lavora da poco in Trento Trieste: la profumeria Vaccari è stata infatti spesso oggetto di molti taccheggi furti e anche di una rapina identica nell’aprile 2019 quando un’altra commessa vane anche insultata e strattonata. Da quella volta le porte del negozio restano chiuse. —

C.G.

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