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Modena in zona rossa dal 4 marzo. Chiuse le scuole, asili e nidi aperti fino al 5 compreso. Stop agli spostamenti Ecco cosa cambia

Oggi l’ordinanza che resterà valida fino al 21 marzo. La decisione dopo una riunione fiume tra sindaci, Ausl e Regione

MODENA L''intera provincia di Modena resterà zona rossa almeno fino all’arrivo della primavera. Dal 4 marzo (compreso) fino al 21 marzo scattano per la nostra provincia e quella di Bologna le norme più dure. A deciderlo un’ordinanza della Regione che sarà firmata oggi dal presidente Stefano Bonaccini per fermare l’incremento dei casi registrato nelle ultime due settimane.



Per tutto il territorio modenese le regole impongono lo stop agli spostamenti non necessari anche all’interno dello stesso Comune: si potrà uscire di casa solo per gli ormai noti motivi lavorativi, di salute o necessità, tra cui fare la spesa. Stop a tutti i negozi, fatta eccezione quelli essenziali e riportati nello specchietto qui accanto (fonte Regione). Devono chiudere anche parrucchieri ed estetisti. Infine il capitolo scuola: didattica a distanza dalle primarie all’università e chiusi anche i servizi per l’infanzia, asili nido compresi, ma dal 6 marzo. Quello dei servizi 0-6 anni è stato un punto di forte criticità, poiché la Regione ha atteso di allinearsi con il nuovo Dpcm deciso dal Governo per non creare incongruenze.



Sono queste le principali decisioni prese al termine di una giornata a dir poco convulsa, in cui i sindaci modenesi hanno avuto un lungo confronto con i vertici dell’Ausl e il sottosegretario alla presidenza della Regione, Davide Baruffi. Non sono mancate visioni differenti della situazione. Se per Gian Carlo Muzzarelli e Alberto Bellelli, quindi Modena e Carpi, l’ingresso in zona rossa era un passo quasi obbligato visto l’aumento dei contagi, parte dei sindaci della Bassa ha espresso diverse perplessità. Alla fine ha vinto la linea dei Comuni più grandi, sostenuta anche dalla Regione. C’è paura di vedere un ulteriore innalzamento dei casi con il collasso del sistema ospedaliero. Un’eventualità che non può essere presa neanche lontanamente in considerazione.

«È una scelta necessaria e indispensabile per poter arrestare la diffusione del contagio - ha commentato in serata Muzzarelli – Di fronte alla rapida evoluzione della situazione a cui stiamo assistendo, con la complicazione delle varianti, serve una decisione di responsabilità con l'unico provvedimento che in questa fase può garantire efficacia. Inutile tergiversare con interventi parziali che avrebbero chiuso solo la scuola senza toccare alcuni dei luoghi dove il contagio effettivamente si diffonde. È importante che ci si attivi prima del weekend ed è ragionevole aver dato alle famiglie il tempo per organizzarsi per i prossimi giorni». Muzzarelli ha poi specificato che «dal governo ci aspettiamo provvedimenti efficaci per gli aiuti alle famiglie e per i ristori». E infine un accorato appello alla cittadinanza: «Occorre senso di responsabilità e rispetto delle disposizioni per la prevenzione del contagio». Anche il presidente Bonaccini in serata si è rivolto ai cittadini: «Sono giorni complicati e si devono avere la forza e il coraggio per decisioni anche difficili, ma necessarie, se vogliamo stringere ora, per poi ripartire prima possibile». —

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