Baggiovara Villa Montecuccoli: l’Hospice è più vicino

Presentazione del progetto che vede tanti donatori compresa la Bper e la famiglia Pivetti. Il sindaco: dal governo 4,7 milioni

MODENA «Io e mia moglie viviamo per l’Hospice». Gian Carlo Pivetti partecipa con la consorte Vanna al sopralluogo di ieri a Villa Montecuccoli. Il progetto della casa per le cure palliative riceve nuova linfa con le donazioni. Alla generosità dei tanti modenesi si aggiungono i 300mila euro donati da Bper Banca (che fornirà un supporto per la raccolta fondi) alla Fondazione Hospice Modena, dedicata alla memoria di Cristina Pivetti. «Siamo orgogliosi di contribuire», afferma Pietro Ferrari, presidente di Bper.

«Quello che non potevo fare con Cristina cerco di farlo per gli altri», rivela Gian Carlo Pivetti. La figlia se n’è andata a cinquant’anni per un male a oggi senza cura medica. Esistono però altri tipi di cure per lenire le sofferenze di pazienti e familiari. «Promuoviamo un hospice territoriale - rilancia il presidente della Fondazione Gabriele Luppi - come una casa in cui accogliere i pazienti e i familiari che hanno bisogno di cure palliative con qualsiasi patologia. A chi dice “non c’è niente da fare” noi rispondiamo “si può fare molto”».


«Vivere le giornate da vivi» è l'eco del sindaco Gian Carlo Muzzarelli. «Abbiamo ottenuto 4,7 milioni di euro nel primo blocco - riprende il sindaco - ottenendo un impegno del ministro della Salute Roberto Speranza. Il ministro ha promesso un milione di euro e l'ha fatto arrivare». Il progetto è affidato all’architetto modenese Francesco Gentilini. «Confidiamo nel 2021 sia appaltato il lavoro - riprende Muzzarelli - e che in un paio di anni sia ristrutturato tutto». Il sindaco insiste sul valore dell’inclusione e dell’accoglienza, anticipando che le porte saranno aperte a tutti i modenesi. La speranza è che la pandemia sia alle spalle. «Il tema è mantenere le condizioni di sicurezza - interviene il dottor Antonio Brambilla, direttore generale dell’Ausl di Modena - I contagi nella fascia d’età tra i 6 e i 18 anni sono incrementati di più che in tutte le altre». Gli effetti non si concentrano sui ragazzi in età scolastica.

«I giovani magari si fanno due giorni di febbre e stanno bene - precisa Brambilla - ma inevitabilmente, se il virus circola di più, s’infettano persone anche in età più avanzata. In ogni caso, cominciamo a vedere giovani che si ricoverano in condizioni abbastanza critiche». La percentuale non è definita significativa dal direttore generale. Tuttavia, la guardia va tenuta alta. «Negli ultimi quindici giorni abbiamo registrato quasi il 60% d’incremento nei ricoveri nei posti letto Covid», attesta Brambilla. Infatti, Modena e la provincia sono piombate in zona rossa. «Le ultime due settimane sono state veramente critiche - attesta il medico - Quindi è corretto prendere provvedimenti restrittivi». —