Castelvetro. Raggirato in casa, derubato di 1.500 euro

Ermanno Mozzi si è trovato alla porta due donne «Volevano fare le colf, rubati contanti e carta di credito»

CASTELVETRO. «Quando me ne sono accorto era troppo tardi. Quelle due donne sono state abili nel raggirarmi e forse erano pure informate sulle mie abitudini. Spero proprio che polizia o carabinieri riescano a farmi vedere le foto di truffatrici di casi simili. Le denuncio».

Dice proprio così Ermanno Mozzi, 85 anni e una vita passata tra Germania e Svizzera come ceramista, che nei giorni scorsi è stato raggirato da due donne con i capelli bianchi che si erano proposte come collaboratrici domestiche a ore. Con una scusa gli hanno chiesto il numero di telefono e mentre una lo distraeva l’altra ha frugato nei cassetti in camera da letto portando via contanti e carta di credito.


Quando se n’è accorto è corso a fare la denuncia dai carabinieri e mentre era davanti ai militari per il verbale, un sms dalla banca lo ha avvisato di un prelievo di 1250 euro. Il totale del danno supera i 1500 euro.

«Sabato mattina – racconta – stavo tornando a casa dopo aver fatto la spesa. Appena ho chiuso il portone di casa ho sentito bussare e ho aperto, visto che il citofono è guasto. Davanti avevo due signore, tra i 60 e i 70 anni, vestite dignitosamente. Una mi ha spiegato che erano state licenziate per la crisi, che cercavano di arrivare alla pensione facendo le pulizie nelle case. Visto che vivo da solo ho detto che potevamo provare. È dato che erano senza carta e penna siamo saliti in casa per scrivere; una è restata a parlare con me per dettarmi il numero, l’altra ha preso lo straccio per farmi vedere com’era brava a pulire le porte. In tutto saranno state in casa per pochissimi minuti e sono andate via ringraziandomi. Rientrato in camera ho trovato sul comodino il portafoglio che avevo nel cassetto e ho immaginato subito quello che era successo. Sono andato in caserma a raccontare tutto, volevo bloccare almeno il prelievo dalle carte di credito ma lì mi ha raggiunto il messaggio automatico della banca».

«Purtroppo - conclude - avevano già prelevato il contante. Inutile dire che la banca rifiuta di risarcirmi e accampa scuse. Quanto a quelle donne so di casi simili e sarei pronto a riconoscerle. Cosa farò adesso? Me ne tornerò in Germania dai miei figli: se devo vivere a Castelvetro per fare da bersaglio ai truffatori ne faccio a meno. Finora nessuno, tra le varie forze dell’ordine che ho interpellato, ha ancora risposto per dare indicazioni sulle autrici del furto». —