Frassinoro. Elena Bocchetti: «Che avventura  in Svezia con i cani di Luca La racconterò in un documentario»

È stata impegnativa da vivere tra cani e slitta, ma anche riprenderla non è stato uno scherzo. L’epica avventura vissuta nelle distese innevate da Luca Fontana, il musher di Piandelagotti rientrato domenica dalla Svezia, ne ha avuta anche un’altra parallela: quella della regista e fotografa freelance

FRASSINORO. È stata impegnativa da vivere tra cani e slitta, ma anche riprenderla non è stato uno scherzo. L’epica avventura vissuta nelle distese innevate da Luca Fontana, il musher di Piandelagotti rientrato domenica dalla Svezia, ne ha avuta anche un’altra parallela: quella della regista e fotografa freelance milanese Elena Bocchetti, che ha ripreso i momenti salienti della quattro giorni da 300 km per farne un documentario.

Lei era nel gruppo d’appoggio che una volta al giorno intercettava Luca e l’amico bellunese Anselmo Cagnati grazie al percorso studiato in modo da incrociare almeno una volta una strada, prima di ritornare nel nulla in mezzo alla natura. Un’esigenza logistica per le riprese ma anche di sicurezza, nel caso ci fosse stato bisogno di soccorso (come è accaduto per due cani che non erano in grado di proseguire). Anche per lei è stata un’esperienza indimenticabile: «Tanto bella quanto impegnativa - racconta - perché non è stato certo facile star fuori a riprendere a quelle temperature, anche sotto la neve. Un’esperienza estrema molto formativa, sia sul piano professionale che umano. Come videomaker ho avuto l’occasione di seguire dall’inizio un progetto in maniera assolutamente libera: Luca e Anselmo mi hanno lasciato carta bianca, così ho potuto sperimentare vari aspetti di regia e di ripresa. E poi c’è stato l’aspetto umano nell’affrontare insieme difficoltà non da poco: già dal primo giorno, quando li abbiamo raggiunti al bivacco la sera, al buio, tra neve alta già un metro. Ci sono stati dei momenti complicati da gestire, anche per non danneggiare la strumentazione, ma ci si è trovata la misura».


Dunque mai avuto paura di restare bloccata in mazzo al nulla? «No no, Luca ha avuto sempre tutto sotto controllo, infondendo un senso di sicurezza: sapevo che sarei tornata a casa». Dove Elena ha già cominciato a lavorare al documentario: «Se non ci sono imprevisti, vorrei che fosse pronto per l’estate - sottolinea - magari da presentare a qualche festival. Spero di riuscire a restituire, almeno in parte, quelle straordinarie emozioni». —