Dalla sinistra Dems all’area dei governatori Anche a Modena le correnti affilano le armi

La “mappa” del Pd provinciale in vista dell’assemblea nazionale che deciderà l’iter per scegliere il nuovo segretario 

Luca Gardinale

La cosa buona delle correnti è che se ci sono, significa che per lo meno il partito è abbastanza grande da poterle ospitare. Una cosa non proprio scontata, per un Pd che rischia di rimanere schiacciato tra un M5S a trazione “contiana” e una guerra interna scoppiata in una fase acuta della pandemia, mentre sullo sfondo c’è l’incubo di un inaccettabile sorpasso da parte di Fratelli d’Italia. Detto questo, le dimissioni improvvise del segretario Nicola Zingaretti sono arrivate nel momento in cui le correnti stavano affilando le armi in vista dell’assemblea nazionale del 13 e 14 marzo.


Ma qual è la “mappa” del Pd modenese legato alle correnti nazionali? In sostanza, si possono contare 7 gruppi, considerato che l’ottavo, quello che si rifà a Goffredo Bettini, è decisamente romano, e al momento non conta “affiliati” nel modenese. Partendo dalle correnti vicine al segretario dimissionario, la prima è quella degli “Zingarettiani puri”, che va dall’ex senatore Stefano Vaccari, responsabile Organizzazione della segreteria nazionale, a Stefania Gasparini, vicesindaco di Carpi e presidente provinciale della direzione. A sostenere Zingaretti è anche l’area “Dems” del vicesegretario e ministro del Lavoro Andrea Orlando: un’area molto rappresentata a Modena, e va dal consigliere regionale Luca Sabattini al sindaco di Carpi Alberto Bellelli - che però non ha firmato l’appello per chiedere a Zingaretti di restare - dal primo cittadino di Soliera Roberto Solomita, che potrebbe essere il prossimo segretario provinciale, al capogruppo dem in Consiglio a Modena Antonio Carpentieri. Vicina a Zingaretti è anche l’“Area dem” di Dario Franceschini: a questa formazione fanno riferimento il segretario provinciale Davide Fava, il deputato eletto a Modena Piero Fassino e l’ex parlamentare Manuela Ghizzoni. Passando all’area di opposizione a Zingaretti, c’è la “Base riformista” di Lorenzo Guerini e Luca Lotti: un gruppo poco rappresentato a Modena, dove ha l’appoggio di alcuni ex renziani, a partire dal sindaco di Palagano Fabio Braglia. Con i “giovani turchi” dell’ex presidente Pd Matteo Orfini, decisamente critici con la gestione Zingaretti, c’è Giuditta Pini, oggi unica parlamentare “modenese doc” eletta per il Pd. E gli altri ex renziani? In realtà, i modenesi che hanno deciso di non seguire Matteo Renzi sono ancora alla ricerca di un punto di riferimento, anche se a interpretare al meglio questo spaesamento è stato l’ex ministro Graziano Delrio: con lui ci sono il presidente della provincia Giandomenico Tomei e l’ex consigliere regionale Giuseppe Boschini. L’ultima corrente è una... non-corrente, o almeno i suoi promotori, i sindaci di Firenze e Bergamo Dario Nardella e Giorgio Gori, non vogliono sentire parlare di area. Corrente o no, nel gruppo dei sindaci e governatori c’è anche Stefano Bonaccini, presidente della Regione e probabile nuovo segretario del Pd, anche se le dimissioni di Zingaretti hanno complicato le cose. Con lui ci sono anche i due modenesi più vicini al governatore, il segretario cittadino Andrea Bortolamasi e sottosegretario Davide Baruffi, mentre non c’è il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, che al momento non sembra vicino ad alcuna corrente. —

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