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Medici di famiglia/ Appennino. Molti problemi nel Frignano Val Dragone per ora “graziata”

L’area in cui la carenza di medici comporta i disagi maggiori per la popolazione è ovviamente la montagna. Dove gli spazi sono ampi e la popolazione è anziana, quindi in molti casi in difficoltà negli spostamenti per recarsi da un dottore sostitutivo del proprio andato in pensione.

Ma non tutta la montagna è nella stessa situazione. Lo sarà probabilmente tra poco, quando andranno in pensione altri medici. Ma per ora la carenza sembra colpire soprattutto i paesini del Frignano. In Val Dragone non c’è nessuna penuria: a Palagano, Montefiorino e Frassinoro ci sono tuttora i due medici per parte che dovrebbero esserci come titolari di sede. Questa parte di Appennino a volte ritenuta un po’ ai margini, dal punto di vista sanitario è pienamente tutelata. Poi è chiaro: domani con i pensionamenti sarà da vedere se si trova chi è disposto a prendere servizio qui, e magari costruirsi una vita qui, come hanno fatto gli altri.



Nel Frignano invece ci sono situazioni di sofferenza che si trascinano ormai da 2-3 anni. Vedi ad esempio il caso di Fiumalbo, dove non si è ancora trovato un altro medico titolare al posto di Simone Bernardi, stroncato nel novembre 2018 da un infarto a soli 58 anni. La zona (facente capo a Pievepelago nell’organizzazione sanitaria) non è stata lasciata sguarnita : subito c’è stato un incarico ad interim, e poi i suoi pazienti sono stati presi in carico dal dottor Gabriele Setti, di stanza a Pieve. Cosa possibile, visto che non raggiungeva il limite dei 1.575 assistiti, e dunque aveva ancora “posto”. Però prima i medici qui erano quattro e adesso sono tre, nell’area della provincia più lontana dagli ospedali.



Da qui a Polinago, in questo caso per la classica dinamica del pensionamento: esattamente due anni fa, a inizio marzo 2019, si collocava a riposo il dottor Giovanni Franchini. E da allora manca ancora un titolare di sede. A stupire però è il fatto che non siano solo i paesini in difficoltà: a Pavullo, comune capodistretto dove c’è anche l’ospedale, si è trovato un medico l’anno scorso ma ne mancano ancora due. E ne manca ancora uno a Serra, secondo centro più popoloso.



È probabilmente il prezzo che si paga all’essere considerati comunque periferie, la stessa dinamica che dall’altro capo della provincia, nella Bassa, ha portato nel novembre scorso all’apertura di una “crisi” a Massa Finalese. Ancora una volta a seguito di un pensionamento, quello del dottor Andrea Serafini, il bando per la cui sostituzione è andato desolatamente deserto. —

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