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Medici di famiglia/ Carpi. Carenza anche nelle periferie: il caso Migliarina insegna

Nessuno dei 50 medici in città disponibile a sostituire la figura andata in pensione Il servizio non si interrompe solo grazie alla guardia di Cortile

Ci può essere carenza di medici di base anche ai margini della città, in un contesto comunque sempre pienamente urbano e non segnato da particolari difficoltà geografiche o viarie. Lo testimonia il caso sollevato nei giorni scorsi su Migliarina, frazione carpigiana dove con il pensionamento a fine gennaio del dottor Giuseppe Montanari, dopo 41 anni di servizio, la sede è rimasta vacante, con tanto di “rivolta” popolare in nome del diritto all’assistenza sanitaria. Nonostante non sia certo un posto in capo al mondo, nessuno dei 50 medici di Medicina generale presenti sul territorio di Carpi si è reso disponibile a farsi carico dei pazienti di Migliarina e di Budrione, con grande rammarico anche da parte dello stesso sindaco Alberto Bellelli, che sul tema ha scritto una lettera aperta ai dottori.



Il bando che l’Ausl aveva promesso in pubblicazione a febbraio per l’individuazione del nuovo titolare è stato effettivamente attivato: si spera nel giro di un paio di mesi in una chiusura positiva della selezione. Intanto però i 2.800 cittadini almeno di bacino non sono rimasti scoperti: si è trovata la disponibilità del dottor Marcel Somo, guardia medica a Cortile, ad assumere l’incarico a interim su specifiche fasce orarie. Non essendo ancora specializzato, non può fare tutte le prescrizioni del medico di famiglia, ma può dare seguito a tutti i piani terapeutici con le relative ricette, il che è importantissimo soprattutto per la popolazione anziana. E così l’ambulatorio di Migliarina in questo periodo turbolento è rimasto chiuso un solo giorno, il 1° febbraio, per il resto è stato assicurato il proseguimento di servizio.



«Non c’è stato di fatto periodo di vacanza, e questo è un aspetto fondamentale - sottolinea Giorgio Benincasa, coordinatore Cgil del distretto di Carpi, che ha seguito tutta la vicenda - perché così la gente non ha avuto bisogno di spostarsi, con le difficoltà che ne conseguono. È una soluzione tampone, ma dà risposta a una necessità fondamentale. Però bisogna al più presto trovare un nuovo titolare».



«Al dottor Somo un grande ringraziamento per essersi messo a disposizione in questa fase difficile per assicurare continuità di servizio - nota l’assessore alle Politiche sociali Tamara Calzolari - ci sta dando davvero un grande aiuto in attesa di avere, speriamo a maggio, la soluzione definitiva. Questo caso ha reso evidente una volta di più il problema della carenza dei medici di base: i quattro sindaci delle Terre d’Argine hanno scritto alla Regione per chiedere un cambio delle normative, e su questo continueremo a insistere sottolineando l’importanza della tutela delle aree periferiche. Si deve trovare una soluzione per le frazioni nel momento in cui le figure storiche vanno in pensione». —

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