Modena. «Anche giovani di vent’anni in reparto con sintomi gravi»

Vagnini: «Dobbiamo fermare per 7 giorni la chirurgia I ricoveri aumenteranno ancora per 2/3 settimane»

«Ci sono anche ragazzi di 20 anni in ospedale a causa del Covid. Non sono in terapia intensiva, ma hanno comunque sintomi impegnativi».

Claudio Vagnini, direttore generale dell’Azienda ospedaliero universitaria, non nasconde una verità che potrebbe sembrare scomoda e che invece va evidenziata, perché se è vero che il Covid, come noto, è molto più pericoloso per gli anziani nessuno può sentirsi immune o abbassare la guardia .


«La situazione al momento per gli ospedali Policlinico e Baggiovara è impegnativa - specifica il direttore Vagnini - Abbiamo un numero di ricoverati, sia in Terapia intensiva sia in posti ordinari, che è alto. Come numeri siamo sugli stessi che avevamo a novembre».

Quando crescono i pazienti ricoverati, la direzione aziendale è costretta a riorganizzare i reparti per trovare nuovi spazi. Ciò significa dover sacrificare altri servizi clinici.

«Diciamo che la seconda fase non è mai finita e sta continuando, questo perché i provvedimenti che sono stati presi non hanno dato i risultati sperati. E forse non abbiamo avuto neanche la forza di poter convincere i nostri giovani ad avere un atteggiamento più attento, diciamo preventivo».

Lo aveva detto in tempi non sospetti. In estate quando si è insediato alla guida degli ospedali modenesi, in un momento in cui il Covid sembrava solo un ricordo. E lo aveva ripetuto a inizio autunno quando si intuiva che i contagi stavano salendo. Vagnini è sempre stato prudente e attento nel divulgare i corretti comportamenti. «Ora abbiamo pazienti più giovani anche rispetto a 3 mesi fa: abbiamo 60enni e 50enni. Come detto anche i ventenni».

Sulle Terapie intensive Vagnini precisa: «Aver già riempito i 60 posti letto di terapia normali ci impedisce di mantenere l’attività chirurgica e dobbiamo interrompere per una settimana tutti gli interventi programmati. Ed è un problema serio, perché eravamo riusciti ad arrivare la settimana scorsa all’80 per cento degli interventi. Ora ci fermiamo di nuovo».

Una situazione complessa che non si andrà a risolvere nel giro di pochi giorni: «Per le prossime 2/3 settimane avremo ancora un incremento dei ricoverati per Covid. Ad aggravare il tutto il fatto che abbiamo tanti pazienti non Covid. Così si complica l’intero sistema ospedaliero». —

GIB

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