Vignola, l'addio a Giovanni Rossi. Il ricordo della moglie: «Sei ovunque, veglia su di noi»

A Vignola il funerale del manager investito. Giuliana: «Unico». I genitori: «Vi abbiamo sentiti vicini»

Vignola. Un applauso, un lungo applauso. Rivolto a Giuliana, che ha salutato per l’ultima volta il marito Giovanni. Giovanni Rossi, il 50enne che ha perso la vita martedì mattina a pochi metri da casa. Investito da un’auto senza controllo mentre stava passeggiando prima di andare al lavoro. Quella di ieri è stata la giornata del ricordo. Al funerale, famigliari e amici hanno portato una testimonianza diretta. Hanno descritto, come solo loro potevano fare, chi era il manager vignolese. Amante della montagna e dei viaggi, delle passeggiate con Giuliana e dei libri di storia. Laureato in Scienze Politiche a pieni voti, dopo la gavetta era diventato uno stimato dirigente, punto di riferimento alla Minerva di Bologna. Aveva deciso di ristrutturare la casa che era stata dei nonni in via Per Sassuolo a Vignola. «Lì - dice Giuliana - volevamo trascorrere insieme la nostra vecchiaia».

Alla chiesa di Pratomavore a Bettolino, oltre un centinaio di persone. Sarebbero state molte di più se non fosse per le restrizioni dettate dal Covid. Al termine del rito funebre, presieduto da don Emilio, la moglie Giuliana legge un intenso messaggio. L’ultimo, quello accompagnato dall’applauso dei presenti. Quello che si conclude con un toccante: «Veglia su di me, veglia su di noi. Per l’eternità, tua moglie».


Racconta del matrimonio celebrato nella chiesetta di Lotta a Fanano; descrive Giovanni come «una perla rara, la più bella». E poi aggiunge ancora: «Per questo ti ho corteggiato tanto in passato. Sei stato un uomo forte, deciso e buono. Colto e dedito agli altri. Sempre».

Giuliana, poi, sottolinea quello che per il marito era un desiderio: «Elisa sa che volevi adottarla perché portasse il tuo cognome con onore e fierezza». Non mancano scampoli di quotidiana: «Quando mi hai accolto nel tuo cuore non me ne sono andata. Amavo tutto di te, anche i difetti che non avevi. Amavi la vita e in questi anni mi hai dato tutto. Mi hai viziata e protetta, rassicurata e consolata. Così hai fatto anche con Elisa». Ancora Giuliana: «Ti vedo ovunque, sei ovunque. Per me sarà sempre così».

Parole forti che non potevano lasciare indifferenti i presenti, commossi seppur “nascosti” dalle mascherine. Qualcuno è rimasto fuori, la chiesa non permette di ospitare tutti vista la capienza ridotta.

Si diceva della commozione provocata dal messaggio di Giuliana. Lo stesso vale per quanto letto dalla cugina Lorella, la prima a prendere la parola dopo il funerale: «Ti ho visto nascere, crescere e diventare uomo. Insieme ne abbiamo passate tante. Alcune belle e altre meno belle. Lo abbiamo fatto con un’importante certezza: uniti ce l’avremmo fatta. Ci chiamavi “fratelloni” e tu per noi eri un “fratellone”. In particolare per Marco con cui avevi un rapporto davvero speciale. Ciao Gio, i tuoi cugini». Lorella scrive, inoltre, dell’affetto della famiglia e dell’unione tra nuove e vecchie generazioni.

A Marco, che subito era arrivato sul luogo dell’incidente nella mattinata di martedì, il compito di prestare la voce ai genitori di Giovanni. Anche loro, in un breve quanto significativo pensiero, hanno voluto ricordare il figlio e ringraziare tutte quelle persone che hanno espresso vicinanza negli difficili ultimi giorni. Quelli tragici che hanno seguito la scomparsa di Giovanni: « La nostra riconoscenza va a tutti quelli che ti hanno voluto bene e ti hanno ricordato come ottimo marito, figlio, tutore e integerrimo cittadino. La famiglia Rossi ringrazia di cuore coloro che hanno condiviso il nostro immenso dolore». —

E.B.

© RIPRODUZIONE RISERVATA