Vignola, ordinanze sullo sport per disinnescare i furbi. Chiuse tutte le palestre

Mossa dei Comuni del distretto. Soliera vara la stretta Esplode il caso piscine: «Tesseramenti fittizi per poter nuotare» 

il caso

Elena Pelloni


È lo sport a rappresentare il pomo della discordia in questi primi giorni di zona rossa. Diversi sono i Comuni che stanno via via prendendo provvedimenti, nel tentativo di arginare i vuoti interpretativi di ordinanze e Dpcm.

L’obiettivo è semplice: «utilizzare la logica della coerenza e non punitiva». A dirlo è Massimo Paradisi, il primo sindaco, nella fattispecie, di Castelnuovo, a traghettare tutti i Comuni del distretto di Vignola verso ordinanze sindacali volte a sospendere le attività sportive, fermando sul nascere anche quegli sport considerati di interesse nazionale - e quindi teoricamente praticabili - ma che tuttora non hanno calendario. «A dire il vero – precisa Paradisi – il sindaco di Savignano è stato il primo in questo senso a predisporre la chiusura delle palestre. Il nostro obiettivo è uno solo: riaprire le scuole il prima possibile. E per farlo c’è bisogno che ogni luogo di possibile contagio tra i giovani sia eliminato».

Motivo per cui, da oggi e fino al 21 marzo è predisposta «la sospensione delle attività motorie e sportive svolte nelle palestre e nei centri sportivi sul territorio comunale, salvo per gli atleti professionisti e gli atleti di categoria assoluta che partecipano a gare di qualificazione per i giochi olimpici» recitano le ordinanze firmate dai sindaci di Castelnuovo, Castelvetro, Guiglia, Marano, Savignano, Spilamberto, Vignola, Zocca e Montese.

Il senso della decisione è improntata nel segno della coerenza: «se i ragazzi non possono andare a scuola al mattino, allora non troviamo sensato che possano fare sport al pomeriggio. Ma non perché pensiamo che lo sport sia inutile, anzi. Vogliamo che i nostri ragazzi siano i primi a potersi incontrare con maggiore serenità, una volta che avremo abbattuto la linea di contagio», dice Paradisi. Contagio che, lo ricordiamo, colpisce con più frequenza le fasce basse della popolazione. E a tal proposito specifica: «riguardo ai parchi, per il momento, abbiamo preferito una via più cauta, credendo nella responsabilità dei cittadini. Tuttavia, abbiamo chiesto alla Polizia locale di effettuare maggiori controlli, affinché le regole vengano rispettate da tutti, ma se così non dovesse essere prenderemo provvedimenti restrittivi anche per i luoghi pubblici».

Proprio a fronte dei dati di crescita del contagio, Enrico Tagliavini, sindaco di Savignano, aveva già predisposto lo stop allo sport dilettantistico. «Le società hanno inserito nelle squadre di “interesse nazionale” categorie che non lo erano – aveva specificato – purtroppo i dati ci chiedono di prestare maggiore attenzione. Non possiamo più chiudere un occhio».

Ancora più stringenti sono invece le regole adottate a Soliera, dove fino al 21 marzo resteranno chiusi i centri civici, le polisportive e gli impianti sportivi comunali. «La decisione – si legge in nota – riguarda tutte le associazioni di promozione sportiva, sia per le attività di allenamento che per le competizioni, indipendentemente dalla categoria delle squadre o degli atleti». E se da un lato, i sindaci cercano di mettere in sicurezza la propria popolazione, dall’altro c’è chi denuncia situazioni fuori controllo. L’Unione per la difesa dei consumatori dell’Emilia-Romagna ha fatto sapere che a Modena ci sono «piscine “fuorilegge” nonostante i divieti». Augurandosi sanzioni esemplari, l’ente «denuncia una condotta scorretta di alcune piscine della provincia di Modena, che in barba alle regole ancora più stringenti, starebbero aggirando le attuali norme permettendo l’ingresso anche agli atleti che non devono partecipare a competizioni di rilevanza nazionale».

A informare Udicon dell’accaduto ci hanno pensato alcuni genitori. «Succede che qualsiasi utente possa venir trasformato in un atleta nazionale, permettendogli così di aggirare l’obbligo di legge. Tralasciando lo sdegno per questo genere di furberie, che risulta ancora maggiore se si considera la contestuale chiusura delle scuole, l’intero procedimento è illegittimo. Dobbiamo ancora una volta far fronte a chiusure e peggioramento dei colori, ma se nel farlo, poi, c’è chi si disinteressa della salute pubblica, allora i controlli dovranno essere serrati e le eventuali sanzioni durissime». —

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