Castelfranco La denuncia: «Lo zio di mia moglie mi voleva investire e accoltellare»

CASTELFRANCO. Giorgio in città lo conoscono in tanti e sanno dei suoi problemi di salute oltre che di qualche plateale protesta. Ma stavolta Giorgio si sente in pericolo alla pari della compagna e dei famigliari più vicini. Tant’è che ha chiesto l’intervento dei carabinieri e si è recato poi in caserma per fare denuncia. Ha segnalato di essere vittima di minacce da parte di un parente della moglie, che l’altro giorno avrebbe prima tentato di investirlo e poi lo avrebbe minacciato con un coltello. Soltanto l’intervento di alcuni amici avrebbero evitato che la situazione degenerasse.

Tutto è avvenuto nei giorni scorsi quando l’uomo esce dal centro “Le Magnolie”. Insieme a due amici che lo aiutano nello spingere la carrozzina inizia l’attraversamento della strada quando notano la vettura dello zio della moglie con il quale ci sono già stati screzi in passato. Non a caso esiste una querela di parte di inizio febbraio a testimoniare i rapporti non certo idilliaci. L’automobilista dà gas per tentare di investirlo ma Giorgio e i suoi hanno già trovato riparo in extremis dall’altro lato della strada.


Passano alcune ore e il duello – almeno per come è stato raccontato in caserma – si rinnova. Giorgio è ancora con i due amici e incrocia sulla propria strada lo zio insieme ad altri due conoscenti. Ne nasce un confronto verbale molto acceso, ci sono delle offese e il plateale invito a “fuggire”. È un attimo che lo zio si diriga verso la sua vettura e si ripresenti brandendo un coltello. La stessa arma impropria che sarà mostrata pochi minuti dopo quando va in scena il terzo incrocio ravvicinato.

Giorgio è infatti davanti a casa quando nota – così almeno racconterà ai carabinieri – un gruppetto di persone che fatica a trattenere lo zio. Tra loro ci sono anche i genitori della sua compagna, che gli danno giusto il tempo di salire in auto con gli amici e di fuggire mentre chiedono l’intervento di una pattuglia dell’Arma.

Nella denuncia l’uomo parla di minacce e atti persecutori. «Temiamo per la nostra incolumità viste le condizioni di salute mie e di mia moglie», dirà appellandosi ai militari e nel chiedere un provvedimento cautelare idoneo a proteggerli. Toccherà comunque al magistrato, dopo aver vagliato attentamente sia la denuncia che la contestuale relazione dei carabinieri, valutare se vi siano le condizioni per accogliere l’auspicio del 41enne. —

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