Cavezzo. La Posta riapre  dopo sei mesi: «Ma non lo sapeva quasi nessuno»

Primo giorno di attività per l’ufficio ristrutturato Pochi clienti soddisfatti «Dura andare fuori paese per gli spostamenti» 

CAVEZZO. «Finalmente è ripartito il servizio delle Poste!». Una voce unica riecheggia nella Festa della Donna a Cavezzo, in piena zona rossa. L’ufficio, chiuso da agosto per l’esplosione del bancomat durante un furto, è da ieri riaperto.

Una strana calma regna però all’ingresso: non si vedono lunghe file. Giungono piuttosto passanti curiosi che sbirciano per accertare l’effettiva apertura. «Ho scoperto della riapertura sabato, all’ufficio postale di Motta – spiega Bruna Alcaini – Sono stati mesi lunghi per gli spostamenti. Andavo là anche per mia mamma, ma pensavo che i tempi fossero più rapidi. Sono stati però tutti gentili e per fortuna la posta è di nuovo operativa».


La ripartenza di ieri non è stata al 100%: mancava il telefono e i tecnici stavano lavorando per avviare il bancomat. I servizi di scambio sono ripartiti con pagamenti elettronici e senza contante. «La riapertura è positiva, le impiegate sono le stesse e sono cordiali – sorride Enzo Molinari dopo mesi di trasferte a Medolla – Speriamo possa continuare».

Il disservizio ha reso difficile svolgere le più semplici azioni anche per le persone più anziane. «Andavo a Motta o Medolla – dice Rosalia Mantovani – ma era scomodo. A Cavezzo per fortuna con una sola azione riescono a fare il passaggio dal bollettino al libretto per mio nipote disabile».

La voce della riapertura si sparge, calamitando curiosi nonostante le restrizioni. C’è chi è stato avvisato da un’amica, chi ha letto la notizia su facebook o sulla Gazzetta. «L’ho scoperto tramite la vicina di casa – testimonia Assunta Barragato – altri vengono per caso. E dire che è un ufficio che si occupa di una cittadina intera, con diverse spedizioni e tante aziende intorno. Forse dovrebbe essere considerato di più».

Si segnalano tuttavia nuovi rallentamenti. Alcuni pacchi sono in transito a Modena e devono ancora giungere a Cavezzo. Un avviso di un cittadino indicava il ritiro a Medolla, ma dopo un’ora e mezza gli è stato comunicato di dover svolgere il ritiro a Cavezzo. Non tutto è stato però negativo: “grazie” al disservizio durato mesi, un cittadino è dovuto andare a Zocca per sbrigare alcune faccende: «In un momento di difficoltà, con l’ufficio chiuso, mi sono allontanato – rivela Massimo Stellabotte – Però ho incontrato Vasco Rossi...». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA