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«L’America’s Cup un grande sogno Porto Zocca con me su Luna Rossa»

L’ingegner Matteo Olivieri è tra i progettisti della barca a vela «Nel team ascoltiamo Vasco, vorremmo invitarlo a bordo»

Manuel Marinelli

ZOCCA. C’è un filo rosso che collega Zocca a Luna Rossa, il team tutto italiano impegnato la scorsa notte contro i neozelandesi nell’Americas Cup. Quel filo conduttore è Matteo Olivieri, ingegnere zocchese, dal 2012 tra le fila della squadra italiana come responsabile, dalla progettazione fino alla produzione, delle foil wing, quelle ali sul lato della barca che le permettono di prendere il volo. «Per me è un onore poter lavorare in Luna Rossa e rappresentare l’Italia facendo ciò che amo. Dopo la vittoria nella Prada Cup il clima si è acceso, è bellissimo vedere così tanto interesse e ricevere così tanto supporto».


Da dove nasce la passione per le barche a vela?

«La passione è nata una quindicina di anni fa. Un giorno ho avuto l’occasione di salire su una barca a vela e di farci un giro: è stato amore a prima vista. Ai tempi avevo un buon posto, ma sentivo che quella non era più la mia strada. Così nel 2008 mi licenziai e iniziai un master di un anno in Yacht Design. Studiavo giorno e notte. Verso la fine del 2011 ci fu la svolta: Luna Rossa. Dopo un periodo di prova mi assunsero e da lì la mia vita è cambiata radicalmente. Lavoro in media tredici ore al giorno, anche sabato e domenica. La soddisfazione, però, è enorme».

Il suo rapporto con Zocca?

«Non abito più a Zocca dai tempi dell’università, però torno sempre qualche giorno all’anno per trascorrere le festività in famiglia. Mi piace sempre tornare, per ammirare la vista sul Cimone e godermi un po’ di tranquillità. Ho ancora un legame molto forte con il paese. Penso sia un punto di forza e uno stimolo esserci cresciuto e portarla nel cuore».

Si è mai chiesto quale sia l’ingrediente segreto che permette a un paesino così piccolo di sfornare personaggi come Vasco o Cheli?

«Secondo me è proprio l’aria che si respira. Penso che poter crescere in un paesino incontaminato come Zocca, con un ambiente meraviglioso, sia una grande fortuna e ti apra la mente. A proposito di Cheli, nel 2019 lo contattai per coinvolgerlo nel progetto di Luna Rossa. La collaborazione non era a fini tecnici ma pensavo fosse interessante coinvolgere una persona del suo calibro. Alla fine, non riuscimmo a finalizzare ma ricordo ancora lo stupore dei miei colleghi»

E invece di Vasco cosa ci dice? Lo ascolta?

«Sono sempre stato un fan, fin dai primi tempi, sia di lui che di Massimo Riva. Di lui ammiro la sua continua evoluzione, la capacità di rimanere al passo coi tempi dopo ben 40 anni di carriera. Nel team sono tutti fans sfegatati e quando nel 2019 è venuto a Cagliari, sede del quartier generale di Luna Rossa, tutti mi chiedevano incessantemente di coinvolgerlo, per fargli toccare con mano il nostro ambiente».

I neozelandesi sono indubbiamente fortissimi, crede che Luna Rossa riuscirà nell’impresa di batterli?

«Penso che saranno regate veramente combattute. I Kiwi, la squadra neozelandese, sono indubbiamente i migliori ma anche noi abbiamo fatto passi da giganti negli ultimi mesi. Credo che non aver performato al meglio nelle prime competizioni ci abbia dato la motivazione giusta per crescere e affinare la tecnica di navigazione. Loro sono particolarmente veloci a vento sostenuto, mentre noi, al contrario, siamo forti con vento più basso. Come si dice in questi casi: che vinca il migliore!».

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