Carpi. Società chiede i danni a Lara Lugli  pallavolista incinta «Accusata di aver rovinato il campionato»

Lo sfogo di Lara Lugli contro il Volley Pordenone: «Dicono che avrei dovuto informarli del mio desiderio di gravidanza»

CARPI. Citata per danni dopo il decreto ingiuntivo per ricevere il suo ultimo stipendio. Lara Lugli, carpigiana, 41 anni, giocatrice di pallavolo rimane incinta durante il campionato 2018/2019, quando giocava per il Volley Pordenone. Il 10 marzo Lara comunica alla società di aspettare un bambino e il contratto finisce. L’8 aprile la giocatrice ha un aborto spontaneo.



Dopo mesi di richieste inevase, Lara fa partire, tramite il suo legale, il decreto ingiuntivo con cui chiede il suo ultimo stipendio di febbraio, «per il quale avevo interamente lavorato e prestato la mia attività senza riserve», afferma la giocatrice. In risposta, la stessa società la cita per danni.

«Le accuse – afferma Lara – sono che al momento della stipula del contratto avevo ormai 38 anni e dovevo, in primis, informare la società di un eventuale mio desiderio di gravidanza, che la mia richiesta contrattuale era esorbitante in termini di mercato e che dalla mia dipartita il campionato è andato in scatafascio», si lascia andare Lara in un duro sfogo sui social.

«Non ero a conoscenza del fatto che il mio procuratore usasse puntare un arma da fuoco alle tempie dei presidenti per firmare qualsiasi contratto, stupida io che credevo che inviasse semplicemente una mail con le condizioni e qualora venissero accettate seguisse una firma – prosegue la giocatrice – Poi, viene contestato l’ammontare del mio ingaggio troppo elevato, ma si accusa che dopo il mio stop la posizione in classifica è precipitata e gli sponsor non hanno più assolto i loro impegni. Ordunque il mio valore contrattuale era forse giusto?».

La giocatrice, che ora milita nella serie C con il Soliera Volley 150, rimarca il diritto di una donna di 38 anni, «o dopo una certa età stabilita da non so chi, debba avere il desiderio o il progetto di avere un figlio? Che mi prenda un colpo... Non è che per non adempiere ai vincoli contrattuali stiano calpestando i diritti delle donne, l’etica e la moralità? Scusate l’ironia su un fatto gravissimo come questo, ma non so in quale altro modo affrontare la cosa», si sfoga ancora Lara .

«Gioco ancora a 41 anni suonati e nessuno mi ha ancora trascinata per i capelli su un rogo – scrive Lara – Il fatto grave comunque rimane perché anche se non sono una giocatrice di fama mondiale questo non può essere un precedente per le atlete future che si troveranno in questa situazione, perché una donna se rimane incinta non può conferire un danno a nessuno e non deve risarcire nessuno per questo. L’unico danno lo abbiamo avuto io e il mio compagno per la nostra perdita e tutto il resto è noia e bassezza d’animo», conclude la giocatrice.

Il post, arrivato quasi in concomitanza con la festa della donna, è corredato dall’atto di citazione. Documento in cui, in uno stralcio, si legge: «La signora Lugli al momento dell’ingaggio aveva 38 anni compiuti, ha taciuto al momento della trattativa contrattuale la sua intenzione di avere dei figli, puntando a un ingaggio sproporzionato». Poco dopo si legge che ha «cessato la sua esperienza sportiva a marzo, non prestando più il suo impegno per i quattro mesi successivi, i più importanti del campionato per qualunque società sportiva».

Si parla, inoltre, sempre nell’atto di citazione, «di un ingente danno per la società, rappresentato dagli omessi versamenti da parte degli sponsor, mettendo così in grave crisi economica la società, tanto più quando la signora Lugli avrebbe potuto rientrare e completare gli ultimi due mesi di campionato, anche dalla panchina». —

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