Modena/ Il caso. Ragazzo autistico senza le ore di sostegno

L’appello di una mamma in difficoltà: «Senza la scuola lui regredisce all’età infantile». Mobilitato il sindaco di Serra

MODENA «Non voglio che mio figlio perda i suoi diritti». Denise (nome di fantasia) ha un figlio autistico. Il giovane frequenta la prima media in un istituto della provincia modenese. Le difficoltà acuite dalla pandemia si legano a una comunicazione ricevuta negli scorsi giorni.

«Mi hanno contattata martedì alle 19 - ripercorre Denise - anticipandomi che da lunedì il bambino non avrà più tutte le ore a cui ha diritto». Come “ore” si fa riferimento al periodo in cui il giovane è affiancato da un educatore. Alla base della scelta vi sarebbe il trasferimento dal Comune in cui viveva a Serramazzoni. Ieri mattina, la madre ha deciso quindi di andare a bussare direttamente alla porta del sindaco Claudio Bartolacelli. Pur senza appuntamento, ha ottenuto un incontro con il sindaco. «Mi è stato spiegato che non ci sono i fondi - rimarca Denise - ma sarei disposta a metterli anche io pur di far in modo che mio figlio sia seguito tutte le ore. Da quando ciò accade è migliorato tantissimo».

La madre descrive quanto sia importante una presenza vigile al fianco del giovane. «Mio figlio non sa cosa sia il pericolo - avverte Denise - Una volta è capitato che si fosse perso e l’hanno ritrovato sopra a un albero. Non si rende conto se fa bene o se sbaglia. Se incontra un anziano lo abbraccia e lo chiama “nonno”». Denise sventola una sentenza del Tribunale amministrativo regionale campano dell’anno scorso, in cui si sancisce il diritto all’assistenza degli studenti autistici per tutta la permanenza scolastica. «Non posso rinunciare alle ore - il dilemma della madre - e se lo togliessi dalla scuola sarebbe come se lo riportassi all’asilo».

Il genitore non intende alzare bandiera bianca. La madre ha avviato i contatti con la scuola e il Comune in cui si trova l’istituto, illustrando le difficoltà e auspicando si possa trovare una soluzione. Contattato in merito, il sindaco conferma la disponibilità nel rispondere al problema. Bartolacelli ha ricevuto la madre, ha raccolto i dati personali e ha iniziato a fare un giro di telefonate tra i propri uffici e quelli del Comune in cui si trova la scuola. «Ci stiamo confrontando con la dirigente dell’istituto per trovare soluzione la più possibile vicina alle ore che lo studente aveva - garantisce il sindaco - Purtroppo, le risorse di prima in questo momento non ci sono. La dirigente scolastica s’è attivata subito. Dove possiamo, noi ci teniamo e vogliamo fare tutto ciò che spetta al Comune. Troveremo il modo per dare al ragazzo il supporto che merita».

Con il bilancio ancora da chiudere il sindaco non intende serrare la porta. «Ho iniziato con la delega ai Servizi sociali - ripercorre Bartolacelli - e provengo dal mondo del sociale. Tali aspetti mi toccano abbastanza». —

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