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Modena, allagamenti del 6 dicembre Il sindaco: «Danni per tredici milioni di euro»

Muzzarelli fa il punto sugli indennizzi e auspica una legge per velocizzarli. Casse di espansione: i nuovi tempi del collaudo

Il sindaco ha fatto il punto sullo stato di avanzamento delle richieste di indennizzo per i danni subiti da privati e imprese dopo la piena del 6 dicembre scorso che, a seguito delle ricognizioni, ammontano a circa 11 milioni 524 mila euro per le imprese (con 35 domande ammesse) e a 1 milione 130 mila euro per i privati (con 44 domande ammesse), rispondendo alle otto interrogazioni presentate dai gruppi consiliari. Una legge speciale per rendere più veloce il risarcimento dei danni subiti dai privati e dalle imprese a causa di calamità naturali, come il maltempo e gli allagamenti che si sono verificati a Modena lo scorso dicembre. È la richiesta che il sindaco Muzzarelli ha indirizzato al Governo nel corso della comunicazione svolta in Consiglio comunale, sostenendo la proposta già avanzata dalla Regione Emilia Romagna. «Mi auguro una risposta positiva – ha detto il sindaco – che ora sarebbe ancora più significativa perché l’impatto della pandemia ha accresciuto difficoltà che già esistevano, e anticipare le spese adesso è molto più difficile». IN questa direzione vanno il provvedimento per 2 milioni di euro approvato nei giorni scorsi dalla Regione con la logica dell’anticipo e l’azione “importante della Camera di commercio che utilizzando risorse regionali ha già erogato 180 mila euro a quaranta realtà economiche del territorio”.

Intanto i lavori per la mitigazione del rischio idraulico del nodo modenese, per un valore complessivo di 170 milioni di euro, stanno procedendo a ritmo serrato e interessano tutti i corsi d’acqua del reticolo idrografico a partire dal fiume Secchia, dove sono in stato di avanzata attuazione gli interventi di adeguamento funzionale e strutturale del sistema arginale, sia nel tratto di monte (tra Campogalliano e l’attraversamento della Tav) sia in quello di valle, a cui sono destinati 32 milioni di euro. Sul Panaro sono in fase di conclusione i lavori, finanziati per circa 20 milioni di euro, per rialzare e ringrossare gli argini e per consolidare le sponde. Sempre sul Panaro, e in particolare sull’area di espansione dei Prati di San Clemente, saranno completati entro l’estate gli interventi delle arginature, sulla sponda destra del cavo Minutara, e quelli di consolidamento del cavo Argine, a valle di via Chiaviche, oltre a diverse opere accessorie di servizio.


L’aggiornamento sulle opere per la messa in sicurezza del nodo idraulico modenese è stato fatto dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli nel corso del Consiglio comunale ieri in occasione della risposta alle otto interrogazioni sul tema. Come ha spiegato il sindaco Muzzarelli, che ha colto l’occasione per precisare l’iter previsto per i collaudi delle casse di espansione, l’evento di piena del dicembre 2020 è accaduto poco prima del via definitivo al programma di invasi sperimentali necessari per arrivare al collaudo formale, che era stato autorizzato dal ministero delle Infrastrutture il 26 novembre e che prevedeva la realizzazione di tre invasi sperimentali, il primo proprio nell’autunno-inverno 2020-2021, i due successivi nella primavera 2021. Il sindaco, quindi, ha chiarito quali sono le tappe per arrivare al collaudo di uno sbarramento, come le casse di espansione del Panaro, soggetto alle norme nazionali alle quali Aipo, soggetto preposto al collaudo, si deve attenere. —

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