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Formigine. Il sindaco sull’ambulanza Covid 

Un giorno di prova con i volontari Il primo viaggio in tuta protettiva a casa di un paziente colpito dal virus e da portare in ospedale



FORMIGINE. Ha indossato la divisa arancione dell’Avap, la Pubblica Assistenza ormai un’istituzione di Formigine.


Sopra quella divisa, anche quella bianca a protezione del Covid, aiutata dai volontari, che le hanno insegnato le procedure di vestizione e di svestizione. Due mascherine, due paia di guanti, i calzari, la cuffia, gli occhiali. Nemmeno un centimetro di pelle libero. Per vivere appieno l’esperienza, per un interno turno, dalle 13 fino alle 19. Così ieri il sindaco Costi ha affiancato l’Avap, a bordo dell’ambulanza, per toccare con mano quello che l’associazione, come tutte le altre che operano nel settore, vive ogni giorno, in un periodo delicato.



«Quando mi è stato proposto di provare quest’esperienza – dice il sindaco – non ci ho pensato due volte, ho detto subito di sì. Ho pensato che potesse essere interessante vedere da dentro com’è la situazione e, in più, volevo portare la mia vicinanza a queste persone che, ogni giorno, si mettono al servizio della comunità». Venerdì pomeriggio, al primo cittadino è stata così spedito un pacco molto speciale, contenente la divisa e ieri alle 13 era già all’opera perché il turno è cominciato subito con un intervento proprio su un caso Covid. Intorno alle 13.15 l’ambulanza è partita, con a bordo Costi insieme ai volontari Maurizio Vandelli e Antonella Ferrari che, durante tutto il pomeriggio, l’hanno affiancata spiegandole le varie procedure.



«Non ho avuto paura – racconta il primo cittadino poco dopo l’intervento – anche perché ero coperta dalla testa ai piedi, sapevo di essere protetta. Del Covid bisogna avere paura prima, ed è questo il messaggio che deve passare, occorre essere prudenti, prestare costantemente attenzione». E aggiunge: «Toccare le cose con mano, vederle da vicino è diverso. Certo, si tratta di cose che già sapevo, ma viverle è un’altra cosa. La cosa che più mi ha colpita è vedere i nuclei familiari in difficoltà, pensare all’isolamento, al lato emotivo che c’è dietro tutto ciò».

Dopo gli interventi le tappe in ospedale prima di tornare in sede. «Siamo passati dall’ Aeronautica per la disinfezione dell’ambulanza – continua – e anche questo mi ha dato l’occasione di vedere come siano organizzati bene». I volontari dell’associazione, che ogni giorno entrano in contatto con casi Covid - senza dimenticarsi delle altre patologie – ieri erano contenti di avere nella loro squadra la Costi. «È importante – dice Luciano Neviani, il presidente – che il primo cittadino tocchi con mano la dura e cruda realtà che vive in questo momento il nostro comprensorio. C’è un picco di contagi sproporzionato ed è giusto che l’amministrazione prenda visione delle difficoltà che viviamo quotidianamente. Adesso, ad esempio, abbiamo difficoltà nel reperire guanti».

La speranza dei volontari è che, tra la popolazione, si diffonda sempre più il messaggio che l’emergenza non è finita, è tuttora in corso. «Sembra che le persone - dice Maurizio Vandelli – si siano quasi abituate alla cosa. Io non ci riesco. Ora siamo vaccinati, ma ricordiamoci di tutto il personale sanitario che fino a gennaio di quest’anno ha messo a rischio la propria vita tutti i giorni. Abbiamo anche perso dei medici». —