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Cavezzo. L’ambulanza va a fuoco in strada «Così ho messo in salvo il paziente»

Cavezzo. Il trasporto sociale era diretto a Mirandola. «Ho visto le fiamme e mi sono fermato»

Francesco Dondi

CAVEZZO. L’ambulanza di una ditta privata, specializzata nel trasporto delle persone fragili, imbocca via Aldo Moro. Non sono neppure le 7 del mattino e a bordo trasporta un paziente che deve recarsi all’ospedale di Mirandola per una seduta di dialisi. In un attimo però sale il fumo, il mezzo inizia a bruciare e l’importante è mettersi tutti in salvo. Ci pensa Alessandro D’Oto, 27 anni, conducente dell’ambulanza, ad evitare una possibile tragedia.


«Ho visto il fumo salire dalla zona dei pedali – ha raccontato alla polizia locale intervenuta in forze – e ho deciso di accostarmi in via Enaudi, lontano dal traffico e in una zona dove un eventuale incendio non avrebbe potuto fare danni ad altri. Ma il primo pensiero è stato per il paziente che trasportavo».

Alessandro lo aveva caricato a Massa Finalese pochi minuti prima ed era lui la persona più in difficoltà per ovvi motivi di deambulazione. «Ho accostato, ho visto le fiamme uscire dai bocchettoni dell’aria sul cruscotto e mi sono occupato del paziente – ha continuato nel racconto – L’ho fatto immediatamente scendere e insieme ci siamo allontanati il più possibile mentre l’ambulanza bruciava davanti a noi».

Il mezzo è andato completamente distrutto, si è quasi fuso tanto da richiedere un meticoloso intervento dell’assistenza stradale per pulire l’asfalto e ripristinarlo perché in parte liquefatto. Il tutto mentre la polizia locale di Cavezzo ha regolato il traffico, effettuato i rilievi del caso, ha ascoltato le testimonianze di Alessandro e di un collega intervenuto a supporto con un altro mezzo. Mentre i vigili del fuoco di San Felice operavano per spegnere le fiamme (intervento durato poco meno di un’ora), il paziente veniva infatti caricato su un’altra vettura e trasferito all’ospedale di Mirandola per effettuare la terapia prevista. Nessuno si è ferito né fatto male e così Alessandro D’Oto potrà raccontare della prontezza di riflessi nel risolvere un incendio potenzialmente devastante. —

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