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Modena. Filmato un lupo “a spasso” in via Contrada

Era dal 1513 che non si registrava un avvistamento in città. È la conferma che il predatore si è insediato anche in pianura

MODENA. A distanza di oltre mezzo millennio un lupo si riaffaccia alle porte di Modena. È di alcuni giorni fa la videoripresa amatoriale di un lupo sulla strada che da via Bellaria conduce a Portile.

Modena, lupo tra i campi nella periferia della città



Per avere un’idea della rarità dell’evento su questo predatore segnalato in prossimità della città (il video è sU www.gazzettadimodena.it) bisogna attingere dalle cronache del memorialista modenese Leonello Beliardi che così scriveva: “Un lupo a questo die XVI marzo in mercor. 1513 intrete in Modena per la porta S.to Aug.no et vene è sempre quella dreto la Cercha, et uscite per la porta Bazoara et li fu data la caza, cosa che dete da dire ad assai persone et a tutto el popolo, et fu tenuto per grande signale et portento, et fu la matina, nell’aprire de la porta”.

La videoripresa conferma come la specie sia ben insediata nella pianura modenese ormai da lungo tempo. Segue infatti quella di diversi lupi fotografati a lato Vignolese tra Spilamberto e Modena sud, ed anche quelle di metà febbraio 2018 dove un lupo, sempre sulla Vignolese, venne ripreso dietro il guardrail dagli automobilisti fermi in coda per una nevicata.

Tra Modena, Spilamberto, Vignola e Maranello, ben sette lupi sono stati investiti ed uccisi, due dei quali adulti, una femmina e gli altri cuccioloni di 5-8 mesi, attestano una socialità territoriale.

È da segnalare come anche nella bassa pianura modenese, a Finale Emilia, la biologa Eleonora Tomasini abbia potuto catturare l’immagine di un lupo attraverso il posizionamento di una videotrappola sull’argine del fiume Panaro.

Attraverso l’analisi del filmato, e con la collaborazione del dottor Mauro Ferri e del dottor Ducci Berzi, quest’ultimo tra i massimi esperti di lupi nella regione Toscana, si è potuto stabilire come il selvatico ripreso, dalle movenze si possa identificare come un lupo, probabilmente un giovane, anche se la colorazione non è come dovrebbe essere, così come la coda. Si evidenzia infatti una postura della coda incurvata verso l’alto che presenta sviluppo e lunghezza che la fa scendere ben al di sotto del calcagno. Inoltre pare manchi sulle zampe anteriori la striscia nera metacarpale. L’analisi genetica sulle feci sarebbe certamente utile elemento nella definizione del fenotipo circa il soggetto ripreso. Viene escluso comunque che possa trattarsi di un cane lupo cecoslovacco.

Il fortunato avvistamento alle porte di Modena, segue di poche settimane quello del 26 gennaio quando a Benedello di Pavullo, venne fotografato, forse per la prima volta in Italia, un lupo subito dopo aver ucciso un cane in prossimità dei fabbricati di un’azienda agricola. Per questo tipo di predazione, comune anche in altre aree italiane con presenza di lupi, si sono registrati in questi ultimi anni un numero crescente di eventi che riguarda in pratica tutta l’area modenese del medio ed alto Appennino.

Per mitigare questo tipo di fenomeno la raccomandazione rimane sempre quella di non tenere all’esterno dei fabbricati cani alla catena, né tanto mento lasciati liberi nelle ore serali e notturne. Evitare infine di lasciare cibi in ciotola per cani e gatti nelle vicinanze dei fabbricati può certamente contribuire a far sì che il lupo possa abituarsi a visitare, anche con cadenza giornaliera, le aree cortilive delle abitazioni. —

*Regione Emilia RomagnaServizio Territoriale

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