Modena, bimba “sprint” nasce in ambulanza a neanche 100 metri dal Policlinico

Portata di corsa da Pavullo, ma lei ha fatto prima. In Appennino in 22 ore record di due parti precipitosi fuori dall’ospedale

SERRAMAZZONI. Una cosa così non si è mai vista in Appennino, ma probabilmente ha ben pochi precedenti anche in Italia. Capita infatti alla cronaca di parlare di nascite precipitose “on the road”. Ma due nell’arco di nemmeno un giorno, solo 22 ore, sono cosa ben rara.
Per prima cosa stanno tutti bene, mamme e neonati di entrambi gli episodi, e questo è l’importante. La prima emergenza è scattata domenica mattina a Pievepelago, dove il piccolo Liam ha avuto così fretta che è venuto alla luce con due settimane d’anticipo sul lettone di casa, alle 11.20, per poi essere condotto in elicottero al Policlinico, assieme alla mamma, soltanto per i controlli generali.


La seconda nascita lampo si è presentata a ruota ieri mattina a Pavullo in un’abitazione di via Veduti, dove una 33enne poco dopo le 8 ha accusato anche qui contrazioni anticipate di due settimane. Col marito ha chiamato il 118: sul posto l’automedica dell’ospedale e i volontari dell’Avap di Serra (quelli di Pavullo erano già fuori per l’incidente all’Acquabuona). I sanitari (medico e infermiere) ci hanno messo un attimo a capire che c’era il rischio di una nascita sprint: da qui il passaggio all’ospedale a caricare l’ostetrica e il viaggio a sirene spiegate verso Modena. Con tanto di imprevisto: la fila chilometrica che ha bloccato fino alle 9 in entrambe le direzioni la via Giardini a causa dell’incidente. Quell’imprevisto nella viabilità ottimale che si è sempre paventato come possibile a complicare un’urgenza ostetrico-ginecologica in assenza di un Punto nascita prossimo come quello di Pavullo. Incidente che oltre alle altre ambulanze ha impegnato anche l’elicottero, che ovviamente avrebbe risolto subito l’urgenza ostetrica col trasporto in volo.


Un po’ di tempo nel passare di sorpasso in sorpasso l’ambulanza l’ha perso. Difficile dire se sia stato proprio questo a mancare nel finale, sta di fatto che a meno di 100 metri dal Policlinico, si è dovuta fermare in un parcheggio perché il parto era ormai in atto. E così, in ambulanza, alle 9.18 è venuta alla luce Carol con i suoi 3,4 chili. Poi è stata avvolta nel telino isotermico presente nell’equipaggiamento del mezzo e con la mamma è stata condotta lo stesso all’ospedale, dove l’équipe già pronta a prendere in carico un parto imminente si è trovata con un certo stupore di fronte al fatto felicemente già compiuto.


È stata una bella emozione anche per i volontari, mai alle prese, almeno da vent’anni a questa parte, con una nascita a bordo. Hanno seguito dunque tutto con grande partecipazione, e anche competenza grazie ai corsi formativi dell’associazione, riuscendo a mantenere sempre i nervi saldi. A partire dall’autista dell’ambulanza, Antonella Veratti (a seguito nell’automedica Giorgia Tollari e Daniele Serafini), che nonostante l’intoppo dell’incidente è riuscita ad arrivare da Pavullo a Modena in mezz’ora: «È stato un po’ impegnativo il traffico in quel punto ma ho cercato di andare il più spedito possibile – racconta – e pensavo ormai che ce l’avessimo fatta. Poi a un centinaio di metri dal Policlinico mi hanno battuto sul vetro da dietro per dirmi che dovevo accostare perché ormai era fatta. Mi sono fermata e nel giro di un attimo si è sentito: “Ue, uee!”. Sono impazzita di gioia ai vagiti: in 15 anni all’Avap non mi era mai capitato niente del genere. Ma è stata una gioia immensa per tutti: per noi volontari e per i sanitari. La prova che il sistema di assistenza funziona anche nelle circostanze più critiche».
E per festeggiare, una volta rientrati a Serra, un bel fiocco rosa lì sull’ambulanza, a ricordo di una giornata indimenticabile. —