Sospeso un altro lotto AstraZeneca Centinaia di dosi anche in provincia

Stop cautelare in Piemonte. Cintori: «Somministrato ai prof di Modena e Sassuolo, ma ad oggi nessuna segnalazione»

Luca Gardinale

Per ora dalla Regione Emilia Romagna non è arrivata alcuna indicazione, quindi si va avanti salvo nuove disposizioni. La certezza è che anche nella nostra provincia centinaia di insegnanti - soprattutto a Modena e Sassuolo - sono stati vaccinati con quel lotto, anche se al momento non sono state segnalate reazioni diverse da una lieve febbre, cosa avvenuta anche in altri casi. Al centro c’è ancora il vaccino AstraZeneca, e in particolare il lotto Abv5811, che ieri è stato sospeso in via cautelare in tutto il Piemonte in seguito al decesso di un insegnante di 57 anni della provincia di Biella avvenuto il giorno dopo la somministrazione. Una sospensione che la Regione Piemonte ha adottato in via cautelare solo per quel lotto, e come «atto di estrema prudenza - ha spiegato l’assessore alla Sanità Luigi Genesio Icardi - in attesa di verificare se esista un nesso di causalità tra la vaccinazione e il decesso. Fino a ieri in Piemonte non era mai stata segnalata alcuna criticità particolare dopo la somministrazione dei vaccini».


Un lotto che era stato consegnato ai medici di base di diverse aree del Paese, con centinaia di dosi somministrate nelle ultime due settimane anche al personale scolastico della provincia di Modena. «A quanto mi risulta, il lotto 5811 è stato somministrato da diversi colleghi di Modena e Sassuolo - spiega il dottor Dante Cintori, segretario della Federazione medici di base - anche se al momento non ci risultano segnalazioni su effetti collaterali a parte quelli blandi, come una febbre lieve, già registrati anche con gli altri lotti». Al momento, dunque, nessuna segnalazione da parte della Regione Emilia Romagna.

Nel frattempo, a intervenire sul caso AstraZeneca è lo stesso presidente della Regione Stefano Bonaccini: «Io aspetto il mio turno - spiega il governatore - che arriverà molto avanti. Mi vaccinerò, ci mancherebbe. La tutela della salute va messa davanti a tutto: mi vaccinerò anche con AstraZeneca, nel caso, rispettando le autorità scientifiche, le autorità preposte: io non sono uno scienziato». Parlando a Radio24, il presidente ha ricordato che oggi il problema principale è la carenza di dosi: «Noi facciamo circa 15-17mila vaccinazioni al giorno - ha osservato - ne potremmo fare almeno il triplo e potremmo vaccinare più di un milione di persone al mese. In Emilia Romagna, con l’organizzazione che abbiamo, entro fine giugno avremmo vaccinato tutti i cittadini. Il problema è che mancano le dosi a sufficienza e mi auguro che, come è stato prospettato dal generale Figliuolo, gli oltre 50 milioni di vaccino entro giugno e gli oltre 80 milioni in aggiunta entro ottobre arrivino». —

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