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Pievepelago. La storia /  «Un travaglio lampo e ci siamo ritrovati il bambino sul letto»

Lenka e Claudio raccontano la nascita d’altri tempi in casa a Pieve: i primi dolori, le chiamate all’ospedale e la gioia del primo strillo Lei: «Gli ho detto: “Mi sa che tuo figlio arriva prima di aprile” Ma non pensavo così» Lui: «È stato bravo ha fatto penare poco»

PIEVEPELAGO Prima di Carol, domenica è stata la volta di Liam, che a Pievepelago è nato addirittura sul lettone della camera da letto, in un’abitazione in centro in via Giardini. Emozione d’altri tempi per la mamma 36enne Lenka Hadbabna, di origini slovacche, e il papà Claudio Sassatelli, molto conosciuto in paese, dove è gestore del noto Bar Garden.

Il piccolo era atteso per inizio aprile, ma alle 8 ha suonato il campanello d’anticipo: «Ho cominciato a sentire i primi dolori – racconta Lenka dal letto dell’ospedale, dove se tutto va bene dovrebbero dimetterla oggi – ho chiamato l’ostetrica del Policlinico che mi seguiva e lei inizialmente mi ha consigliato una doccia calda per alleviare il male. Ho avuto un leggero sollievo, ma poi sono ritornati più forti di prima. Allora mi ha detto di prepararmi a partire e abbiamo chiamato subito il 118».


la nascita express

Ma per i soccorritori (i volontari della Misericordia di Pieve assieme all’auto infermieristica, la guardia medica e l’elicottero 118) non c’è stato il tempo di arrivare: cinque minuti prima il bimbo era già venuto alla luce sul letto: «Ho sentito un forte stimolo a spingere e, dopo essermi messa carponi sul letto come indicato dall’ostetrica, l’ho seguito. E in un attimo il bimbo è uscito. Tutto intero. Ce lo siamo ritrovati all’improvviso lì sul letto, e per alcuni istanti sia io che Claudio siamo rimasti a bocca aperta, increduli. Il bimbo ha iniziato a piangere subito, ed è stata la nostra fortuna: l’ostetrica, che ha seguito tutto al telefono, ci ha detto che così andava molto bene. Poi ci ha chiesto di che colore era la pelle e quando le abbiamo detto “rossiccia” ha risposto che era un’ulteriore conferma che tutto era regolare». «Allora ha detto di adagiarlo subito sul petto della mamma e di aspettare l’arrivo dei sanitari» continua Claudio, tradendo anche lui un po’ ancora di quell’emozione indescrivibile. Già per il primo figlio è straordinaria, ancor di più così.



Quando il 118 è arrivato, con tutta la sorpresa del caso si è sincerato che tutto andasse bene, poi il medico ha fatto la puntura per scongiurare il rischio di emorragie. Quindi mamma e piccolo sono stati avvolti insieme in lenzuolo, coperte e telo termico e caricati sull’elicottero per il trasporto al Policlinico, comunque necessario per tutte le verifiche del caso. Ma il decorso ha continuato ad essere molto positivo per entrambi, tanto appunto da ipotizzare dimissioni imminenti.



I timori

Però non è stata certo una passeggiata, i timori che qualcosa potesse andare storto in quelle fasi concitate ci sono stati: «Quando ho visto spuntare i capellini, insieme alla gioia mi sono venuti mille pensieri – riprende Lenka – mi sono detta: e se poi non esce bene? E se ha problemi a respirare, come facciamo qui a casa? Per fortuna che è stato tutto così veloce. Lo avevo detto ai primi dolori a Claudio: “Mi sa che tuo figlio vuole nascere prima”. Ma non pensavo certo così in fretta». «Ha voluto fare soffrire poco la mamma – osserva lui – è stato veramente bravo alla fine, anche se ci ha fatto prendere un bello spavento».

Il dopo

Il parto è stato datato alle 11.20: sulla bilancia dell’ospedale Liam ha fatto segnare 2.580 grammi, e i controlli appunto hanno dimostrato che è tutto ok. Tutto è bene quel che finisce bene, dunque. Però ovviamente viene da chiedersi come sarebbero andate le cose se il Punto nascita di Pavullo fosse stato già operativo: «la riapertura a Pavullo è importante, però personalmente nel nostro caso non so se saremmo riusciti ad arrivare in ospedale – nota Claudio – di fronte a una velocità di questo tipo, c’era il forte rischio di trovarsi nell’imminenza del parto in macchina. E quello sarebbe stato ancora peggio da gestire. Alla fine dobbiamo dire che è andata bene così, e ringraziamo tutti per l’assistenza che ci hanno dato».

A ben vedere, la venuta al mondo per il piccolo Liam è stata doppiamente avventurosa: sia per la nascita sul letto, sia per l’aver preso un elicottero subito, nel giro di pochi minuti. «Un giorno glielo racconteremo come è arrivato, anzi di sicuro ne parleremo tante volte a casa – sottolinea Lenka – perché davvero ci ha spiazzato tutti. Ma, come dice Claudio, alla fine è stato anche molto bravo: mi ha dato un travaglio molto breve e mettendosi subito a respirare come doveva, ha subito tramutato la preoccupazione in gioia». —

D.M.

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