«Onore all’ostetrica dell’ex Punto nascita»

I comitati sottolineano la professionalità di Linda nel parto di lunedì in ambulanza: «Nel 2017 operatori bistrattati»

Daniele Montanari

Pavullo. Far nascere un bimbo non è mai semplice, tantomeno su un’ambulanza dopo un viaggio a sirene spiegate: servono capacità, ma anche tanto sangue freddo. Bisogna essere professionali insomma, ed è questo che sottolineano i comitati per l’ospedale di Pavullo all’indirizzo dell’ostetrica, Linda Manni, che lunedì mattina ha portato alla luce la piccola Carol, figlia di una 33enne pavullese, a 100 metri dal Policlinico. Cosa ancor più degna di nota se si considera che lei è una delle operatrici del vecchio Punto nascita chiuso nell’ottobre 2017.


«Le siamo doppiamente grati – sottolinea Gaetano Vandelli del comitato Pavullo 95 – per la nascita e anche per aver dimostrato che il Punto nascita di Pavullo aveva fior di operatori al suo interno. Che sono stati invece bistrattati in tutte quelle uscite pubbliche (i pavullesi ricorderanno quelle della famosa riunione al cinema) in cui il reparto veniva indicato come non sicuro, mentre era un’eccellenza. Non c’era ragione di chiuderlo: è più sicuro nascere in ambulanza o in un ospedale? Noi siamo i primi a dire che in caso di complicazioni ci vuole la centralizzazione per la massima tutela, ma i parti fisiologici possono e devono essere a Pavullo. Qui ci deve essere un punto attrezzato per un territorio lontano dalla pianura che presenta criticità orografiche. L’incidente che ha rallentato l’ambulanza in istanti fondamentali è la prova di quello che abbiamo sempre detto: serve un’assistenza di prossimità, e il Covid non ha fatto altro in questi mesi che mostrare l’importanza del concetto».

Da qui la richiesta a Bonaccini di accelerare sulla riapertura, ma non solo: «Il ripristino del Punto nascita non risolve i problemi dell’ospedale di Pavullo, deve essere ben chiaro questo: la struttura ha bisogno di un progetto di potenziamento a 360 gradi».

È quello che ha appena chiesto il civico Davide Venturelli (membro del comitato Salviamo le Nascite) con una mozione appena approvata in Consiglio: «Il piano di rilancio è stato sottoscritto all’unanimità - rimarca - ora mi aspetto che venga portato in Unione e in Conferenza socio-sanitaria. Anch’io – nota – voglio rivolgere un sentito ringraziamento agli operatori che hanno condotto alla felice nascita della bimba “on the road”. Da quando è stato chiuso il Punto nascita, gli episodi “avventurosi” per le future mamme del Frignano hanno rappresentato una costante: è inaccettabile assistere a questo. È terribile che si siano tagliati dei servizi che garantivano a loro la sicurezza, non certo la toglievano. Ora si riapre? Benissimo, però indicate dei tempi precisi, basta solo parole».

«Ricordo che alla famosa riunione al cinema dissero che i parti precipitosi non sono mai pericolosi – osserva Maria Cristina Bettini del comitato Salviamo l’Ospedale di Pavullo – allora mi spieghino perché di fronte a un’urgenza ostetrico-ginecologica continuano a mandare anche l’elicottero. Stavolta non c’era e si è corsi in ambulanza. È andato tutto bene, grazie alla professionalità degli operatori, a partire dall’ostetrica. Ma possiamo continuare esporre le donne al rischio sperando che vada tutto bene? E se c’è un distacco di placenta? Si adotti al più presto un piano di riapertura con modalità e tempi certi». —

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