Banda dello Spray: perquisizioni a tappeto Trovate due pistole e due etti di cocaina

Sono le armi da fuoco fatte cercare da Ugo Di Puorto dopo una lite: le nascondeva un insospettabile muratore arrestato

Carlo Gregori

I carabinieri di Modena hanno sequestrato due pistole e munizioni più due etti e mezzo di cocaina pura nel garage di casa di un insospettabile muratore di San Giorgio a Cremano (Napoli) residente a Nonantola. È l’esito più rilevante di una vasta operazione di perquisizioni disposta dalla Dda di Bologna per una nuova costola delle indagini sulla Strage di Corinaldo – 6 morti e 200 feriti nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018 nella discoteca Lanterna Azzurra nell’Anconetano – e la Banda dello Spray, composta da giovane della provincia di Modena riconosciuti colpevoli di omicidio preterintenzionale, un vasto numero di rapine e altri reati.


L’indagine è partita proprio dal loro presunto capo, Ugo di Puorto, 22 anni, figlio di Sigismondo, fino a una decina di anni fa boss del Clan dei Casalesi in territorio modenese e oggi rinchiuso in un carcere del Centro Italia. È il 2 maggio 2019, pochi giorni prima dell’arresto della banda, e quel giorno Ugo, che abita a San Prospero, litiga in un locale in paese con un 36enne campano che abita a Castelfranco. Volano parole grosse. Quando si separano, Ugo infuriato telefona a un parente 50enne del suo fido amico e braccio destro Raffaele Mormone. «Trova un “ferro”», gli dice. Vuole regolare i conti una volta per tutte. Non sa che la telefonata è intercettata dai carabinieri. Questi e altri due suoi conoscenti, un salernitano di 31 anni e un casertano di 38 anni, si danno da fare. Parte un giro di telefonate, tutte intercettate dai pm di Ancona, che portano a S.C. 51enne, incensurato, muratore con una ditta propria a Modena. Abita a Nonantola. Lui ha delle armi. Si parla di una Glock calibro 9 e di un’altra calibro 9x21 con silenziatore.

La Procura di Ancona, a questo punto, impegnata a chiudere il cerchio intorno alla Banda dello Spray – in realtà, le bande sono due – segnala all’Antimafia di Bologna queste inquietanti conversazioni captate. Mentre si procede agli arresti dei giovani nel Modenese (tra i quali Ugo Di Puorto e Mormone), suscitando un’ondata di stupore e sdegno nell’opinione pubblica nazionale per questa banda di rapinatori seriali nelle discoteche, ora diventati protagonisti della tragedia di Corinaldo – con discrezione il procuratore Marco Forti della Dda avvia le indagini. E martedì mattina dà l’ordine di perquisire le abitazioni, i mezzi di trasporti e anche i locali usati saltuariamente, “muovendo se necessario grate infissi e ostacoli”, di otto persone nel Modenese. L’inchiesta condotta dal Nucleo Investigativo dei carabinieri di Modena ha puntato sulla cerchia di parenti e conoscenti di Ugo Di Puorto (è indagato) e Mormone per allargarsi ai conoscenti e a chi è citato nelle telefonate. Cinquanta carabinieri di Modena e Forlì hanno svolto le perquisizioni in città (strada Fossa Monda Nord), a Nonantola, a San Prospero, Castelfranco e San Cesario. Arrivando a trovare le due pistole, munizioni e i due etti e mezzo di cocaina nel garage del muratore, arrestato. Tre degli otto perquisiti non sono indagati. —

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