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«Basta abusivi che lavorano a casa» Parrucchieri e estetisti protestano in piazza

Ieri mattina a Formigine guidati da Salvatore Spartano in una ventina hanno voluto denunciare quanto sta accadendo ed è a rischio virus 

Stefania Piscitello

FORMIGINE. Parrucchieri ed estetisti formiginesi, d’ora in avanti, non tollereranno più l’abusivismo. E ieri sono scesi in piazza per lanciare un forte segnale, con il supporto dell’amministrazione comunale, rappresentata dall’assessore alle attività produttive Corrado Bizzini, e mettere un freno a queste pratiche, non solo illegali, ma anche, soprattutto visto il periodo, rischiose per la salute. La preoccupazione è che le persone, cercando i servizi che normalmente si ricevono presso parrucchieri ed estetisti recandosi in abitazioni private, rischino di contrarre il virus. Così come anche chi, a sua volta, presta il servizio. Portavoce della manifestazione Salvatore Spartano, parrucchiere e titolare di un centro estetico che, stanco della situazione, nel giro di una settimana ha chiamato a raccolta i colleghi, in quello che ha definito uno «sforzo non da poco»; con le attività chiuse, infatti, Spartano è dovuto andare alla ricerca dei numeri delle persone da coinvolgere nella manifestazione e, alla fine, è riuscito nel suo intento. Striscioni, distanze di sicurezza, confronto reciproco sulle proprie esperienze, ma soprattutto un messaggio: «Quello che vogliamo dimostrare – spiega Spartano – è che d’ora in avanti questi abusivi dovranno stare più attenti, perché noi siamo uniti e adesso possiamo muoverci in modo molto più incisivo sulla questione. È ora di mettere un freno a questi comportamenti». Davanti al Castello, un luogo simbolo per la città, c’erano una ventina di manifestanti, la maggior parte dei quali con una lunga esperienza alle spalle. Tra questi, Lia Goletta, parrucchiera in città da quarant’anni: «Quella dell’abusivismo – dice – è una piaga che va avanti da quando ero piccola. Adesso, col lockdown, questa pratica è aumentata e noi siamo stanchi. Noi siamo chiusi, nonostante tutte le misure di sicurezza adottate, mentre questi abusivi approfittano della situazione. Oltre il danno la beffa». Anche Christian Rognoni fa il parrucchiere da venticinque anni e ha un'attività a Magreta. Racconta di come, il fenomeno, sia sempre esistito: «Anche nel mio paese – spiega – tempo addietro ricordo un negozio che ha chiuso e che poi ha continuato tranquillamente la propria attività in casa. Nessuno ha mai fatto niente. Le cose però stanno iniziando a cambiare». Lavoratori con grande esperienza professionale alle spalle, come Elena Ferro, che ha iniziato da apprendista parrucchiera a 16 anni e ora fa questo lavoro da trent’anni. «Noi non possiamo abbassare i prezzi – sottolinea – sono lievitate le spese, perché al passaggio di ogni singolo cliente dobbiamo disinfettare, abbiamo dovuto comprare tutti i dispositivi di protezione. E intanto questi abusivi pubblicano anche su Facebook annunci in cui offrono i loro servizi». Anche gli estetisti, come Stefania Franchini, che ha la sua attività a Formigine da 33 anni sono scesi in piazza: «Un problema che esiste da sempre – dice – ma che ora si è amplificato. Tra l’altro chi svolge questi lavori in casa non ha le qualifiche che abbiamo noi che, ciclicamente, siamo tenuti a seguire corsi di aggiornamento. Per non parlare dei rischi che corrono i clienti rivolgendosi a loro, che sicuramente non adottano tutte le misure corrette di sicurezza, né di sterilizzazione». L’assessore Corrado Bizzini ha sottolineato: «La nostra amministrazione da sempre difende la legalità e lotta contro l’abusivismo, per questo quando ci è stato chiesto di partecipare alla manifestazione abbiamo deciso di aderire. Specialmente in un momento così delicato per gli operatori di questo settore, queste attività irregolari non possono essere tollerate». —