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Maranello. Le donne fragili gestiranno il B&B nella villa a Fogliano degli ’ndranghetisti

Il piano del Comune di Maranello nell’ex proprietà Pelaggi Il sindaco: «Accoglienza turistica con la spa dei criminali»

MARANELLO A poco più di cinque minuti dal centro di Maranello, dalla rotonda del Cavallino, che sta a rappresentare un luogo florido, la terra dei motori. Basta andare un po’ più in su, località Fogliano, dove in collina, immersa nel verde, la famiglia ’ndranghetista dei Pelaggi aveva trovato dimora.

Maranello, la villa dell'Ndrangheta diventerà un Bed and Breakfast

Una villa da 738 metri quadrati: per arrivare, bisogna imboccare una stradina stretta, una di quelle in cui verrebbe voglia di premere sull’acceleratore quando si è in curva, ma in cui bisogna stare attenti. Tanti sono infatti i pedoni che nelle belle giornate passeggiano su via Fondo Val Grizzaga: noi della Gazzetta, ci siamo immessi su quella stradina, abbiamo affrontato quelle curve.


Un quartiere curato, una “chicca” di Maranello. Ed è proprio lì, in mezzo a quelle villette tutte simili tra di loro, che c’è quella che un tempo fu del responsabile economico del clan Arena. Ma che presto, grazie a un progetto di riutilizzo sociale darà un’occasione di riscatto a donne con varie fragilità. Donne che ne riscriveranno la storia, andando a porre la parola “fine” a quella che, tra quelle mura, avevano cercato di scrivere i Pelaggi. Già, perché la famiglia, aveva vissuto nella villa, nel seminterrato, dove c’era, e c’è ancora, una spa, ora allo stato grezzo ma che verrà mantenuta per attirare i turisti. Sì, l’idea è quella di realizzare un “Rooms and Breakfast” proprio lì, in mezzo alla natura. Un luogo speciale non solo per la bellezza del contesto, ma per lo scopo: a lavorarvi, infatti, saranno donne fragili, inviate dal Centro antiviolenza o dai servizi sociali, che acquisiranno autonomia e riceveranno una formazione, occupandosi dell’accoglienza degli ospiti e della pulizia delle camere.

«Abbiamo partner importanti come lo Ial di Serra – spiega il vicesindaco Mariaelena Mililli durante la visita con il nuovo prefetto Alessandra Camporota, il comandante provinciale dei carabinieri, Marco Pucciatti, il comandante del Reparto Operativo, Paolo Bigi e il comandante della Compagnia di Sassuolo, Camillo Meo – E le donne, probabilmente, avranno la possibilità di svolgere anche tirocini nelle strutture ricettive della città».

Nel nostro viaggio nel bene confiscato abbiamo esplorato ogni angolo, servendoci anche di una torcia negli anfratti più bui, come nella “stanza bunker”, piccolo locale nel piano interrato in cui siamo entrati a fatica in tre, con la telecamera: completamente schermata, l’isolamento è totale e i cellulari, da lì, non sono raggiungibili. Salendo per le scale si arriva al piano terra, in cui sono evidenti i risultati del primo stralcio dei lavori. Siamo entrati in una bella giornata e il sole illuminava l’ingresso, in cui ci sarà la reception per l’accoglienza. La luce che irradiava il locale entrava dalla porta-finestra che dà sul giardino: lì, i Pelaggi, avevano fatto costruire una piscina abusiva che verrà eliminata. Per il momento sono previste sei stanze per gli ospiti, quattro con bagno al piano terra e due con bagno in comune al primo perché pensate come mini appartamento.

«L’importo complessivo della ristrutturazione – spiega il sindaco di Maranello Luigi Zironi – supera i 500mila euro. Abbiamo ricevuto finanziamenti da parte della Regione, per primo e secondo stralcio, per un totale di 376mila euro. Quest’anno contiamo di dare corso al secondo, per poi procedere il prossimo anno con l’attivazione del servizio».

Facendo una passeggiata in cortile ci siamo imbattuti in un pallone da calcio, segno che qualche ragazzino della zona ha giocato nei prati vicini. Ed è forse questo il senso, la vera forza, ciò che dovrebbe spingere gli enti locali a lottare per la realizzazione di questi progetti. Lì, dove c’era il presidio di un referente della ’ndrangheta, arriveranno donne alla ricerca di una nuova opportunità. E anche quel ragazzino, giocando a calcio, potrà vederlo e saperlo. La mafia si sconfigge anche così. —

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