Non c’è pace sul Biolchini bis: pronte le dimissioni di Cintori

Il presidente del Consiglio leghista le voleva presentare ieri, poi è stato frenato «Il centrodestra regionale sbaglia a imporre una scelta senza ascoltare la base»

Daniele Montanari

Pavullo. Deve ancora entrare nel vivo, e già sta riservando un colpo di scena dietro l’altro questa campagna elettorale a Pavullo. La nota dei vertici regionali dei tre partiti (FI, Fdi e Lega) sembrava aver ricompattato il centrodestra sulla ricandidatura di Luciano Biolchini. Ma la visione dall’alto non pare collimare con quella dal basso, dove la frizione con la Lega permane.


Al punto da portare il presidente del Consiglio comunale, lo storico leghista di ferro Gian Paolo Cintori, a scrivere all’indomani del comunicato una lettera di dimissioni dalla carica più importante in un Comune, al di fuori della giunta. La voleva presentare ieri mattina: all’ultimo sono riusciti a frenarlo gli appelli di alcuni amici leghisti in un lungo confronto in videoconferenza venerdì sera.

«Tengo il foglio comunque pronto – sottolinea – perché prevedo una situazione abbastanza in movimento da qui all’autunno. Avrei già voluto dimettermi 2-3 anni fa – racconta – ma poi prevaleva sempre il dispiacere di buttare tutto a mare dopo 30 anni di opposizione. E il mio ruolo istituzionale non mi permetteva di dire certe cose. Il problema non è stato solo la chiusura del Punto nascita: troppe richieste fatte dalla Lega sono rimaste inascoltate da Luciano. È e rimarrà sempre un amico per me, ma sul piano politico ci sono state, e ci sono ancora, troppe differenze di vedute. L’ultima è quella sulla sua ricandidatura, che assolutamente non condivido e non appoggerò alle prossime elezioni. Credo che prima di prendere la decisione di sostegno, a livello regionale avrebbero dovuto prima sentire la base: così è stata calata dall’alto. Per questo ho pensato alle dimissioni, e le tengo comunque pronte in base a quello che sarà in questi mesi. Non condividendo, non sarò ovviamente nella lista della Lega, per quanto mi dispiaccia dopo 30 anni di politica a Pavullo».

Cintori è convinto di non essere il solo a pensarla così tra i leghisti, e non solo: «Se l’intento di Luciano è quello di tenere unito il centrodestra come nel 2016, è già fallito in partenza. Poi gli auguro ogni bene per la sua campagna, ma le premesse sono queste. Glielo abbiamo detto in tutti i modi di mandare avanti un giovane, e non per metterci sopra un cappello di partito: avremmo appoggiato anche un non leghista, e si era trovata la figura idonea. Ma non c’è stato niente da fare, sbagliando secondo me».

Dunque la richiesta del senatore Corti e del referente Baldi di una figura giovane muoveva anche da queste premesse sul campo. E che una questione Lega permanga lo conferma l’assessore all’Ambiente Eros Camatti, volto della giunta molto popolare per la sua operatività sul campo. Nonché militante del Carroccio da dieci anni. «Biolchini per me è il più bravo uomo del mondo, gli darei in mano il mio portafogli – dice – ma noi della Lega in questi anni non è che ci abbia ascoltato tanto. Ho pensato anch’io alle dimissioni, più di una volta. E ho forti dubbi sulla ricandidatura, ma sono un militare e anche se non la condivido, una decisione superiore la rispetto. Poi vedremo cosa succederà a giugno, quando con il congresso verrà eletto il nuovo segretario della Lega Frignano: valuterà lui la situazione». —

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