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Covid, l’incidenza è scesa dell’11% Ma i dati modenesi restano da rosso

Piccoli segnali di miglioramento: abbiamo raggiunto il picco Ospedali ancora sotto stress. Le cifre comune per comune

Giovanni Balugani

Piccoli, ma graduali segni di miglioramento. Nel Modenese l’incidenza settimanale di nuovi casi di Coronavirus è passata da 463,1 del 9 marzo a 412,8 di sabato. Un meno 11 per cento che fa ben sperare per l’ultima decade del mese, che sarà decisiva per capire l’evoluzione della terza ondata. Una premessa è d’obbligo: i numeri di Modena e provincia sono ancora da rosso pieno. Solo undici comuni su 47 hanno un’incidenza inferiore a 250, che è la soglia fissata dal Comitato tecnico scientifico. Un valore che è lo spartiacque per distinguere le zone ad alto rischio, tanto che sopra ai 250 si possono sospendere le lezioni in presenza nelle scuole.


Il 412,8 attuale della provincia di Modena è sinonimo di un’epidemia ancora diffusa capillarmente sul territorio. Nessuno può illudersi che il peggio sia alle spalle. Gli ospedali stanno producendo il massimo sforzo per trattare la mole di pazienti ricoverati. L’ultimo dato disponibile è quello fornito dall’Azienda ospedaliero universitaria venerdì: i degenti Covid tra Policlinico e Baggiovara sono 352.

i COMUNI

L’incidenza settimanale ogni centomila abitanti è uno strumento utile per indicare quanto una patologia sia diffusa all’interno di una comunità. La sua diminuzione rappresenta il primo passo verso l’uscita dall’emergenza. Meno contagi significa che nei prossimi giorni scenderanno anche i ricoveri e dopo qualche tempo i decessi. Si tratta di un processo lento e faticoso, che però è già ben visibile in alcuni territori della provincia, a partire dalla fascia che si trova a ridosso del Bolognese e nel distretto ceramico. Queste sono le zone dove a inizio marzo i numeri erano schizzati alle stelle; ora va meglio: Castelfranco, Vignola, Nonantola, Savignano registrano flessioni più o meno marcate, così come Sassuolo, Maranello, Formigine e Fiorano. I segnali negativi arrivano invece dai comuni più distanti da quelle zone. Ad esempio nella Bassa c’è chi sta crescendo, così come in Appennino: si tratta dell’onda lunga di quella raffica di contagi che continua a propagarsi. Carpi, ad esempio, fa segnare un preoccupante +18% arrivando a un’incidenza del 360,7. Modena città ha iniziato invece una lenta discesa: -1,3% con incidenza del 391,5.

I CONTAGI ASSOLUTI

L’ultima settimana e quella precedente si sono eguagliate: dall’8 al 14 marzo nel Modenese ci sono stati 2910 casi, mentre dal 15 al 21 sono stati 2918. Significa che la curva si è assestata, una fenomeno che la fondazione Gimbe osserva per tutta Italia: «Negli ultimi 3-4 giorni si notano piccoli segnali di rallentamento dell’andamento dell’epidemia di Covid in Italia che potrebbero rappresentare l’inizio degli effetti delle nuove misure restrittive, che saranno ben visibili dopo 2-3 settimane dalla loro introduzione», ha detto il presidente Nino Cartabellotta. Quello che resta alto è il tasso di occupazione degli ospedali: «Al 20 marzo in area medica il dato nazionale (41%) supera il livello di allerta del 40% con Lombardia (51%), Emilia Romagna (54%) e Piemonte (58%) che vanno oltre il 50% e le Marche che arrivano al 64%. Nelle terapie intensive il dato nazionale (37%) è ben oltre il livello di allerta del 30% con 6 regioni che superano il 50%: Emilia Romagna, Piemonte e Umbria (53%), Lombardia (56%), Marche e Prov. aut di Trento (58%)». —

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