«Bonaccini ci dà ragione: è stato sbagliato chiudere il Punto nascita di Pavullo»

La Cisl chiede di riaprire subito dopo il Covid  

l’intervento

Pavullo. «Le dichiarazioni di Bonaccini sui Punti nascita in montagna dimostrano che la Cisl aveva ragione». A dirlo è il responsabile sindacale per il Frignano Vincenzo Tagliaferri, tornando così sull’ammissione di errore del presidente in merito alla chiusura del 2017.


«Abbiamo sempre sostenuto che per noi la chiusura era uno sbaglio – sottolinea – perché la sicurezza della madre, del bambino e degli operatori sanitari è determinante per la qualità della vita nel Frignano: non è pensabile un rilancio della montagna senza i servizi di base» .

Consapevole che ora la priorità va data alla gestione dell’emergenza Covid, Tagliaferri chiede però che appena usciti «Regione e Ausl mettano subito in campo tutte le energie e le risorse organizzative utili alla riapertura del Punto nascita di Pavullo, naturalmente in piena sicurezza, come abbiamo sempre sostenuto e creduto che sia possibile fare».

Per la Cisl il potenziamento dei servizi socio-sanitari di prossimità è un tema più che mai attuale, perché riguarda la presa in carico delle persone e delle famiglie e il soddisfacimento dei loro bisogni essenziali. Per far funzionare bene questi servizi è necessario il pieno coinvolgimento di tutti i soggetti coinvolti, dai cittadini alle istituzioni, alle parti sociali.

«Questa è una delle grandi priorità della nostra montagna, sulla quale occorre investire maggiormente – osserva – ricordiamo che il Patto per il Lavoro e per il Clima (sottoscritto a dicembre dalla Regione insieme a vari soggetti tra cui Cgil, Cisl e Uil) ribadisce che la lotta alle disuguaglianze non deve limitarsi a quelle socio-economiche, di genere e generazionali, ma anche territoriali. Il futuro dei nostri territori dipende dalla fiducia delle persone che vi abitano e dai servizi di cui possono disporre. Il Punto nascita di Pavullo è uno dei servizi essenziali per il rilancio del Frignano». —