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Fanano, Miro spicca il volo: da mago dei pattini a sciatore estremo sulle nevi siberiane

Il 16enne ieri è arrivato terzo ai Mondiali freestyle juniores Il papà Antonio: «Mi ha emozionato in gara come Tomba»

FANANO. Nel gennaio 2017 Miro Tabanelli, a 12 anni, stupì tutta Italia con la naturalezza della sua danza senza tempo con i pattini sulla lastra ghiacciata del lago Scaffaiolo. Poesia del movimento: il video realizzato dai genitori Antonio Tabanelli e Lucia Ceron, postato sulla pagina Facebook del Rifugio lago Scaffaiolo, diventò virale sul web. Tanto da raggiungere anche Michele Serra, che lo citò su Repubblica in una puntata della sua “Amaca”.

Adesso con i suoi 16 anni ha letteralmente spiccato il volo. Quello di 30 metri e passa che ha compiuto ieri mattina, quando da noi erano le 6.15, nella gelida atmosfera a -10°C di Krasnoyarsk, nella Russia siberiana profonda, vicino al confine con la Mongolia. Gli è valso il terzo posto ai Mondiali juniores di Sci Freestyle nella specialità “big air” che prevede un salto mozzafiato da una rampa tipo quella che si istalla a Modena allo Skipass. Tre in verità i salti, al termine dei quali giudici di tutto il mondo hanno assegnato i punteggi ai due migliori (un forward e uno switch 16). Che gli sono valsi appunto il podio (dietro al ceco Svancer e all'austriaco Bacher) per la Nazionale italiana di cui fa parte da maggio 2020.


L’ansia iniziale, la perfezione del movimento e l’emozione finale sono state vissute in diretta sul canale YouTube da tutta la famiglia, a partire da papà Antonio: «Non mi emozionavo così per una gara di sci dai tempi di Tomba – racconta con ancora l’adrenalina addosso – è stato veramente stupendo. Ancor di più se si pensa che veniva dalla febbre da raffreddamento, per gli sbalzi termici, che l’aveva colto due giorni prima, facendogli perdere la gara nella specialità “slopestyle”. Ha saputo rifarsi alla grande».

Anche dalla paura di aver contratto il Covid: è stato liberato per la gara di ieri solo dopo tampone molecolare negativo. «All’inizio l’avevano festeggiato anche i russi all’arrivo, perché il nome Miro fa pensare a Miroslaw e quindi a un russo o uno slavo. Per di più ha i capelli biondi e gli occhi azzurri…».

Dai “tranquilli” pattini crescendo il ragazzo è passato a uno sport estremo, a cui si è dedicato anche grazie alla sua scelta di studio: il liceo dello Ski College di Pozza di Fassa (è tesserato Ski Team Fassa), frequentato anche dalla sorella maggiore Irene, e forse presto anche dalla minore Flora. «In famiglia siamo tutti sportivi, ma lui ha fatto una scelta un po’ folle dedicandosi a una disciplina così pericolosa – nota il papà – noi però l’abbiamo lasciato libero di inseguire i suoi sogni». Che lo stanno portando anche in vetta alla doppia classifica europea del “big air” e dello “slopestyle”. «Miro è determinato e serio, e i risultati della sua passione stanno arrivando anche in uno sport così difficile – commenta il sindaco Stefano Muzzarelli – questo terzo posto fa onore a tutta la nostra comunità». —

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