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Modena. Maria, l’ultima bustaia Una vera artista dell’intimo

Ha 86 anni e assieme alla figlia Olga gestisce il negozio in Corso Canalchiaro  «Corsetti, reggiseni, guêpière strepitose. Ho cucito per un mare di clienti»

Alice Benatti

È in un piccolo negozio di 30 metri quadrati del centro storico, in Corso Canalchiaro 98, che lavora l’ultima bustaia della città.


«Ho sempre visto mia mamma così, china sulla sua macchina da cucire – racconta la figlia Olga Dalloli, che il 2 maggio festeggerà insieme alla madre i 45 anni di attività del loro Maria Intimo Corsetteria – non ci vuole la sarta per adattare la corsetteria ma la bustaia. Quando si adatta un body o un reggiseno serve non solo l’occhio per capire esattamente dove intervenire, che solo gli anni di esperienza possono darti, ma anche la capacità di farlo su un tessuto che non è regolare ma elastico».

Sono passati ormai 65 anni da quando Maria Balboni, oggi 86enne, poco più che ventenne lasciò la campagna per imparare il mestiere in città. «Ero giovane e abituata alla vita di campagna – ricorda la signora Maria – mia zia faceva questo lavoro ed è stata lei a insegnarmelo. Sapesse quante sgridate ho preso! Allora non sapevo fare niente e poi dovevo imparare anche a parlare, così la notte ripetevo le frasi che dovevo dire al lavoro durante il giorno. Nella vita ho servito così tante belle signore».

«Lavoravo dalle 5 del mattino fino anche a mezzanotte – continua la bustaia – allora non c’erano i reggiseni di tutte le misure e così eravamo noi ad adattarli e andavamo persino in ospedale quando le donne partorivano perché occorreva biancheria nuova. A quei tempi poi tutte volevano i modellatori su misura, le guêpière erano strepitose, l’intimo aveva pizzi bellissimi e si usava molto indossare le giarrettiere. Oggi il corsetto non si fa più ma una volta ci impiegavo anche una settimana di lavoro per crearlo da zero».

«Nella storia dei corsetti ci sono state le guêpière, noti indumenti di seduzione che erano impreziositi da nastri e pizzi, e anche i modellatori, che servivano per sorreggere la schiena, tenere su il seno e contenere il ventre – spiega Olga – erano due mondi diversi. Poi si utilizzavano anche i busti senza la forma di reggiseno grazie ai quali si otteneva un bel vitino stretto. La corsetteria era molto varia, adesso questi articoli non sono più portati perché le persone si sentono più libere con indumenti morbidi e confortevoli. In negozio venivano alcune signore che portavano modellatori strettissimi e ricordo mia mamma farci riprese su riprese perché avevano questo continuo desiderio di stringere».

Sono ormai 45 anni che queste lavorano fianco a fianco e Maria Balboni giura di alzarsi la mattina (poco prima delle 6) per andare in negozio insieme alla figlia con lo stesso entusiasmo del primo giorno.

«Non abbiamo mai litigato, lei ha un buon carattere come suo padre mentre io sono più selvaggia – dice – ricordo che una volta il sabato da questa vetrina vedevo passare moltissime signore eleganti, che in inverno indossavano grosse pellicce. Dov’è finita la moda? Anche nella biancheria mi dispiace dire che vedo un peggioramento, le ditte non producono più le cose meravigliose di prima».

«Diciamo che adesso non è più così elaborata anche se è ben rifinita e modellata sul corpo – sottolinea la figlia – se si tiene un buon assortimento in negozio oggi non c’è bisogno di lavorare su misura ma solo di correggere. E le signore sono anche più contente di vedersi subito ben ordinate senza aspettare di fare delle prove con tessuti che non ci sono neanche più. La lingerie e la biancheria presentano ancora manufatti di buonissima qualità e ci sono delle ditte che restano 100 per cento Made in Italy. La nostra è una clientela fidelizzata disposta a spendere naturalmente più di quanto farebbe in una catena del centro storico. Abbiamo eleganti prodotti di lingerie e intimo da donna, sottovesti di seta, pigiami, camicie da notte e d’estate costumi da bagno molto apprezzati».

Negli anni da “Maria Intimo Corsetteria” sono passate diverse persone conosciute (che per una questione di riservatezza le due donne preferiscono non divulgare) e le riparazioni sono rimaste un servizio a corredo offerto alle clienti, che una volta varcata la soglia del negozio trovano nell’anziana bustaia sempre un affidabile riferimento.

«A loro ho dato tanto ma ho avuto in cambio anche tanta soddisfazione, mi hanno sempre voluto bene», confessa Maria Balboni.

«Se avessi chiesto un mattone per ogni riparazione oggi avresti un monumento, mamma», dice Olga sorridendo. —

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