100 km di strade provinciali stanno per passare all’Anas

È il 10% del totale, risparmi nella manutenzione stimato in 500 mila euro l’anno I tratti maggiori sono quelli che vanno da Modena a Montese e dalla città a Carpi

Saverio Cioce

È partito il conto alla rovescia per la firma di un accordo che se tutto andrà in porto - dopo quattro anni di trattative, un decreto ministeriale e una serie di accordi con gli enti locali - dovrebbe portare 100 chilometri di strade del nostro territorio dalla Provincia all’Anas.


Il testo viene rivisto e limato di giorno in giorno con il governo e con la rinnovata disponibilità a usare la leva dei fondi pubblici per la manutenzione.

In pratica si tratta di un rogito vero e proprio, perché cambia la proprietà delle vie di collegamento con relative responsabilità e costi di gestione. Tradotto in cifre, dal momento che la viabilità provinciale è di circa mille chilometri, quel 10% che passerebbe all’ente nazionale che gestisce le strade si tradurrebbe, per la Provincia, in un risparmio stimato di 400 mila euro all’anno solo per le toppe dell’asfalto, a cui ne andrebbero aggiunti circa 100 mila per la spalatura della neve e lo spargimento del sale in inverno.

Particolare non secondario. Tra i costi evitati ci sono pure quelli relativi alla manutenzione del verde, delle alberature e delle siepi e, in montagna, la messa in sicurezza dei versanti visto che frane e smottamenti sono all’ordine del giorno.

Ma vediamo più da vicino quali sono le strade per cui è prevista la cessione dalla Provincia di Modena all’Anas.

Si parte da via Vignolese, alle porte di Modena, dove c’è la rotatoria con il gigantesco grappolo d’uva, dove inizia la Provinciale 623 che arriva sino a Montese. Il passaggio più importante è quello di Zocca, dove nei primi anni 2000 fu completata quella che i concittadini hanno ribattezzato pomposamente “tangenziale”.

In pratica un viadotto di 600 metri, con problemi pregressi anche di stabilità oltre che di pendenza della rampa, che permette di evitare l’attraversamento del paese. La via principale infatti, ora a senso unico tra le case, finisce per diventare un imbuto soprattutto di domenica e nei periodi festivi.

Di qui la strada di scorrimento che scavalca il centro abitato permettendo il traffico di transito sino ai confini con il Bolognese.

L’altra arteria maggiore che cambia casacca è la strada per Carpi, la 413 Romana, che dal ponte sul Secchia, l’unico che ha retto in questi anni alle piene del fiume, arriva sino alla città dei Pio. Qui c’è un altro piccolo tratto che collega la Sp 13.2 verso Reggio e la Sp 468 verso Novellara che pure dovrebbero passare in dote all’Anas. Sempre nella Bassa c’è la Sp 568 da Ravarino a San Felice e poi verso Finale e il confine con la provincia di Ferrara sono candidate al trasloco.

Poi c’è la montagna dove oltre al caso di Zocca c’è tutta la strada, ora divisa sotto due rami, che va da Lama Mocogno a Vaglio e da qui arriva sino a Pievepelago: circa 25 km in tutto che finirebbero all’Anas mentre a Provincia, solo per questa arteria, si offrirebbe per rilevare dall’Anas la gestione della vecchia Giardini, da Lama a Pievepelago. —

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