«Più dimissioni che nuovi ricoveri L’Rt è sceso sotto 1»

Brambilla scorge segnali buoni «Le restrizioni della zona rossa iniziano a dare benefici». Le zone di Vignola e Sassuolo restano le più preoccupanti

Per quanto riguarda i contagi si iniziano a scorgere gli effetti benefici della zona rossa, con la linea epidemiologica che rallenta anche se non si può ancora parlare di inversione di tendenza.

«Pur essendo distanti tuttora da una “sicurezza generale” – dice il direttore generale dell’Ausl Antonio Brambilla – cominciamo a vedere i primi risultati della zona rossa. L’incidenza dei nuovi contagi ogni centomila abitanti è ancora sopra i 250 casi. Come media settimanale, dal 18 marzo al 23 siamo a 357. C’è quindi un trend in diminuzione che deve rassicurarci, ma ci dice che le misure vanno mantenute». La provincia di Modena aveva raggiunto il suo picco tra il 25 febbraio e il 3 marzo con un’incidenza pari a 438. Restano nette distinzioni tra le diverse zone della provincia. Il distretto sanitario con l’incidenza più alta è quello di Vignola con 526, seguito da Sassuolo 521. A Modena città è di 383, Carpi 320, Frignano 309, Bassa 351 e infine 377 nel distretto di Castelfranco. L’andamento dell’incidenza corrisponde anche alla percentuale dei ricoveri tra i diversi territori.


Migliora anche la percentuale dei tamponi positivi, scesa al 9,9 per cento.

Bene anche l’indice di contagio Rt che sta continuando a scendere: «Eravamo a 1,3 e 1, al 16 marzo siamo a 0,9. In tutti i settori osserviamo un calo», aggiunge Brambilla.

Che poi specifica: «Oltre al Covid stiamo cercando di portare avanti una certa quota di attività sanitaria programmata, quindi urgenze e oncologia, ma non solo. Gli screening oncologici non si sono fermati». Tutto ciò è possibile anche grazie agli accordi col privato accreditato: «Negli ospedali Hesperia e Fogliani abbiamo stretto un accordo per l’utilizzo delle piattaforme chirurgiche. A Sassuolo si è spostata la senologia. Sempre su Hesperia e a Villa Igea abbiamo un accordo per 44 posti letto no Covid».

Questo perché se è vero che l’epidemia ha leggermente diminuito la sua morsa, i ricoveri in ospedale rappresentano ancora uno sforzo immane per le aziende sanitarie del territorio. Lunedì è stato raggiunto il record di ricoveri Covid nel Modenese: 617. Numero già sceso a 598 in due giorni. «Sono scaramantico – conclude il direttore generale Brambilla – e non voglio dire che negli ultimi due giorni abbiamo più dimesso che ricoverato, anche perché registriamo sempre numeri più alti della prima ondata, quando ci fu un picco di 428 ricoveri. Ma qualche flessione si comincia a vedere». —

GIB

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