Riprendersi la Polizia Locale Ecco la mossa di Mirandola

Atto di indirizzo per uscire dall’Unione con il servizio e tenersi il comandante Doni Scoppia il caso funzionari: la città li rivuole ma deve pagare i sostituti in Area Nord

MIRANDOLA. Si chiama “Indirizzi in merito alle condizioni per il recesso del Comune dalle convenzioni su polizia locale e funzioni in materia ambientale”. È il documento che il sindaco Alberto Greco illustrerà ai consiglieri comunali a brevissimo e sancisce un altro passo verso l’exit. Si tratta però del primo passo tangibile, che andrà ad imporre una sostanzialmente modifica ad un servizio, quello alla polizia locale, che quotidianamente entra nella vita di ogni cittadino. L’intenzione di Mirandola è quella di far valere il diritto di interrompere le singole convenzioni con l’Area Nord scaduti i primi 5 anni. Un’interpretazione che si inserisce in un più ampio piano interpretativo sulla recente sentenza del Tar. Ma al netto delle disquisizioni burocratiche, il passo di Mirandola sembra essere molto chiaro: ci riprendiamo la polizia locale con relativa sala operativa, gli agenti in carico alla città e il dirigente ossia il comandante Gianni Doni. Di contro gli altri sei Comuni convenzionati in Area Nord, stando al prospetto elaborato dal consulente Giuseppe Canossi e dal direttore operativo Pasquale Mirto, verranno accorpati: San Felice con Camposanto, San Prospero e Medolla, Concordia con San Possidonio. Ma al riguardo è in corso un monitoraggio molto più dettagliato che dovrà offrire necessità e numeri reali. Rimangono poi aperti altri due grandi interrogativi: la spartizione di armi e vetture di servizio e l’individuazione di una nuova centrale operativa.

Ma a breve andrà sciolto anche un altro tema di cui la Gazzetta aveva dato conto oltre un mese fa: la decisione di Mirandola di ritirare il “comando” diR alcuni funzionari dall’Unione per riprenderseli tutti in carico. Ebbene quel provvedimento scatterà per alcuni da inizio aprile ma c’è ora un’inghippo. Stando alle spiegazioni fornite dal dottor Canossi al Consiglio nel presentare il piano di riorganizzazione dell’Area Nord servirà assumere nuovi funzionari al cui stipendio dovrà comunque contribuire anche Mirandola in quanto Comune tuttora presente nell’ente.


«L’Unione – segnala il consigliere Alessandra Mantovani (Pd) – potrebbe trovarsi nella necessità di sostituire quel personale con nuove assunzioni e i costi di queste nuove assunzioni graverebbero anche su Mirandola che è ad oggi, a tutti gli effetti e con i propri servizi, membro dell’Unione. Così Mirandola si troverebbe a pagare per intero oltre al proprio personale, fino a questo momento pagato anche dagli altri Comuni, anche il nuovo personale assunto dall’Unione. Un capolavoro. Abbiamo sostenuto fin dall’inizio che l’operazione di recesso voluta dall’attuale maggioranza che governa Mirandola, fosse un’operazione a perdere. E già dimostra di esserlo». —

F.D.

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