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Scuole e tamponi, coro di sì dei presidi modenesi

Governo al lavoro per riportare gli studenti in classe. I dirigenti si dicono pronti anche a gestire ulteriori procedure

Gabriele Farina

«Siamo pronti a riaprire». L’apertura anticipata che potrebbe essere decisa dal premier Mario Draghi si trasforma in un segnale di speranza. I presidi modenesi non vedono l’ora di accogliere alunne e alunni dopo Pasqua. I dirigenti scolastici salutano con soddisfazione l’inserimento delle scuole tra la priorità per la ripresa, come indicato dal ministro all’Istruzione Patrizio Bianchi. Occorrerà passare dalle valutazioni (in corso) al decreto (effettivo). L’orientamento è far ripartire in presenza gli asili, le elementari e la prima media da martedì 6 aprile con una cautela particolare. È la “bolla” dei tamponi rapidi a cui sottoporre i giovanissimi già dal rientro in classe e poi ogni settimana. In caso di positività in una classe, si prevedono tamponi molecolari a tutti i compagni.


«Spero che sia possibile riaprire - l’augurio di Silvia Zetti, preside dell’Istituto Comprensivo 9 - Soprattutto nel primo ciclo credo sia possibile: non abbiamo infatti il problema dei trasporti, che non è stato completamente risolto. Le scuole hanno provveduto a fare gli opportuni adeguamenti. L’applicazione dei protocolli ci dà le garanzie di poter accogliere i bambini e tutto il personale in condizioni di sicurezza. Ci rimettiamo alle decisioni dei politici, siamo nelle mani degli esperti».

Sulla possibile “bolla”, la preside attende informazioni più dettagliate. «Sono procedure piuttosto complesse - evidenzia la dirigente scolastica - che sicuramente dovranno essere messe a punto con molta attenzione insieme all’autorità sanitaria. Speriamo che si realizzi».

Già oggi le scuole consentono a studenti con disabilità e bisogni educativi speciali di frequentare le lezioni. Porte aperte anche per i laboratori, su cui hanno investito molto gli istituti superiori. E i presidi auspicano che ripartano presto le lezioni in presenza dalla seconda media in avanti.

«Non vediamo l’ora», sottolinea Maura Zini, preside dell’istituto Spallanzani di Castelfranco, Monteombraro e Vignola. La dirigente ha pronti diversi piani. «Abbiamo già tutti gli orari con le lezioni in presenza al 25%, 50%, 75% e 100%», illustra Zini. Sulla “bolla” la preside non ha dubbi. «Abbiamo contatti quotidiani con l’Ausl - la linea di Zini - noi siamo già pronti». Al liceo Fanti di Carpi la preside Alda Barbi lancia una proposta. «Si potrebbe creare una sorta di tenda in viale Peruzzi - l’idea di Barbi - in cui gli operatori fare i tamponi senza far muovere gli studenti. Abbiamo tre referenti Covid, manteniamo la situazione sotto controllo». Dal Fanti al Meucci le dita per la ripartenza restano incrociate. «Siamo prontissimi - ribatte il preside Luigi Vaccari - I protocolli sono affidabili e rodati. Il meccanismo di protezione e monitoraggio con l’Ausl è puntuale. La didattica digitale integrata resta se ci saranno isolamenti dei singoli alunni. Siamo pronti a riaccogliere gli studenti». Pronta Giovanna Morini, preside del liceo Muratori-San Carlo. «Non ci sarebbero problemi anche a far rientrare il 25-30% delle classi», garantisce la preside. L’impressione particolare racchiude il senso generale. «Gli studenti hanno voglia di celebrare, fare memoria, ritrovarsi», conclude Morini. —

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