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Boom di adesioni a Pavullo Scuola nel bosco per imparare da madre natura

È boom per la “Scuola nel Bosco” di Pavullo, l’idea didattica lanciata nel settembre 2019 calando un approccio educativo di ispirazione nordeuropea che propone l’apprendimento attraverso l’esperienza diretta, l'osservare prima di dare un nome alle cose, partendo dalla natura.

PAVULLO Un po’ forse vi ha contribuito anche l’emergenza Covid, puntando l’attenzione sull’importanza degli spazi aperti. Ma a dire la verità, la scommessa si era dimostrata vincente già agli esordi, suscitando attenzione ed entusiasmo crescenti. È boom per la “Scuola nel Bosco” di Pavullo, l’idea didattica lanciata nel settembre 2019 calando un approccio educativo di ispirazione nordeuropea che propone l’apprendimento attraverso l’esperienza diretta, l'osservare prima di dare un nome alle cose, partendo dalla natura.

Da piante e animali che stanno attorno a noi, con l'entusiasmo della “scoperta” di prima mano. Un modo anche per stimolare la motricità, lo sviluppo del sistema immunitario e anche il senso di “avventura”, a sua volta motore di intelligenza e curiosità. Fu con questi intenti che due anni e mezzo fa, sfruttando la vicinanza della scuola De Amicis al Parco Ducale, alcuni locali con accesso diretto al cortile sono stati riadattati e dedicati alla prima sezione di Scuola nel Bosco rivolta ai bimbi dell’infanzia. Iniziativa statale unica sul territorio, in cui l’allora preside Rossana Poggioli e l’attuale Annalisa Mazzetti hanno creduto moltissimo.

E a ragione, perché quest’idea allo stesso tempo rivoluzionaria e tradizionale di educazione, è piaciuta subito a tutti: ai bimbi, ai docenti e ai genitori, nonostante le allegre performance sul fango dei piccoli nei periodi di cattivo tempo. Perché il bello di questa esperienza è anche il fatto di non essere edulcorata, di non vedere la natura solo nella sua bellezza primaverile ma nella sua realtà, e quindi anche coi problemi dell’autunno-inverno. Questo grazie anche al sostegno del Comune, che ha investito 20mila euro di fondi strutturali europei negli arredi esterni (armadietti adatti per il cambio d’abito, portastivali, tavoli da esterno, sedie, panche, piantonaia per la semina e attività di giardinaggio, carrelli). E soprattutto alla passione delle docenti che si sono volute calare in questa “avventura” didattica: Emanuela Amidei, Alessandra Paltrinieri, Vajto Dragika, Nancy Cammarere e Sara Mariani, col supporto di Alberta Alessi, educatrice comunale.


Ebbene, con questa formula da una sezione d’infanzia dedicata si è passati a due nel settembre 2020, e per quello 2021 si pensa in grande: tre sezioni d’infanzia più il gran passaggio della sperimentazione in una di primaria. Dai 52 bimbi che frequentano adesso la “Scuola nel Bosco” si passerà a 92. Per l’occasione il Comune sta progettando il riassetto di tutta la pinetina dietro alle De Amicis come spazio semi-strutturato: si abbatteranno piante ammalorate e ne verranno messe a dimora nuove, anche alberi da frutto. Si doterà l’area di tavoli e panche, un riparo dal sole e dalla pioggia.

È già stato messo in sicurezza anche il percorso esistente verso le aree boschive vicino alla Torricella, “miniera” di materiali naturali, informali, adatti a diventare strumenti di gioco e di apprendimento. Ed è stata ricavata anche un’area didattica per la Riserva di Sassoguidano. L'attenzione green peraltro non è rivolta solo a questo polo scolastico, ma anche agli altri, per migliorare e riqualificare progressivamente le aree all'esterno degli edifici con orti, aiuole, orti verticali.

«Ringraziamo sentitamente per il supporto che stiamo ricevendo – sottolinea la preside Mazzetti – crediamo tantissimo in questo progetto, che prevede anche un’adeguata parte formativa, con il corso della prof Michela Schenetti dell’Università di Bologna che le docenti stanno seguendo. Corso che sta coinvolgendo anche le docenti della scuola primaria di Serra e di Sestola-Fanano, perché ci sia comunque anche lì attenzione per questa formazione nella natura: è l’impronta che sta seguendo tutta la Direzione didattica. E sono convinta che a Pavullo la Scuola nel Bosco non si fermerà qui».


«Dall’inizio abbiamo sostenuto subito con convinzione l’idea di questa esperienza plurisensoriale nella natura – nota l’assessore alla Scuola Ornella Ongari – sia a livello strutturale che con i corsi formativi e di aggiornamento. Non si realizza una scuola all'aperto semplicemente uscendo per fare ricreazione o sport. L'ambiente naturale deve diventare maestro di esperienze, del fare, del manipolare, del sentire, del movimento, offrire spunti di riflessione, di progettazione, di condivisione da strutturare in percorsi educativi di apprendimento e di esperienza. È il cosiddetto “outdoor learning”, che presenteremo a giugno nel Parco Ducale. Sempre più importante anche a fronte della pandemia». —
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