E anche il made in Carpi vuole tessuti antivirali

CARPI Non solo rivestimenti ceramici. L’innovazione è made in Italy anche sul versante dei tessuti antivurs e a questa strada guarda con grande interese il Distretto moda made in Carpi.

Prima dell’era Covid la ricerca sui tessuti capaci di neutralizzare microrganismi si concentrava su soluzioni che impedissero al massimo il proliferare di cattivi odori. Il virus ha modificato non solo parte delle priorità dell’industria ceramica, ma pure di quelle legate al tessile, alla moda. Con aziende che hanno preso a sfidarsi nelle creazione di tessuti capaci di eliminare virus e batteri patogeni.

Un dato su tutti: stando a una indagine del Global Market Insights, il mercato dei tessuti antimicrobici e antivirali valeva 10,48 miliardi di dollari nel 2019 ma salirà oltre i 20,5 entro il 2026, con una crescita media annua intorno il 10%. Per i ricercatori il boom sarà sostenuto dalla convinzione che, anche quando il Covid sarà sconfitto, l’attenzione dei consumatori per la tutela della propria salute sarà molto alta e il primo passo della giornata in questa direzione sarà rivolto a ciò che si indossa. Non a caso in queste ultime settimane si stanno moltiplicando le griffes che distribuiscono sul mercato prodotti che hanno già avuto un trattamento antivirale sui tessuti.

Un paio di nomi: il brand Diesel ha lanciato “Diesel Upfreshing”, composta da venti capi diversi tra cui jeans, t-shirt, felpe, la collezione è arricchita da un trattamento che le conferisce proprietà antibatteriche. Marzotto ha, invece, adottato ViralOff trattamento antivirale su tessuti di lana, lino e cotone. —