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Modena. La pandemia moltiplica i poveri Caritas, accessi cresciuti del 16%

Il progetto “Fiducia nella città” è promosso dalla Diocesi per sostenere i cittadini Alla Crocetta le famiglie italiane aiutate sono passate da 84 a 94 in un anno

La pandemia moltiplica i nuovi poveri, tanto che alla Crocetta, una delle zone più complesse della città, le richieste di aiuto alle Caritas parrocchiali sono aumentate del 16% nel giro di un anno. Sono i dati che emergono dal progetto “Fiducia nella città”, promosso dalla Caritas diocesana per offrire risposte più efficaci alle povertà emerse con l’emergenza sanitaria Covid-19.

Un progetto attivato nel Vicariato Crocetta-San Lazzaro, nel Polo territoriale 2 del Comune di Modena, un contesto urbano che presenta molteplici disuguaglianze e in cui i bisogni relativi all’aiuto alimentare e al supporto scolastico sono cresciuti del 16% dopo il primo lockdown della primavera scorsa, come testimoniano gli accessi alle 8 Caritas parrocchiali. I nuclei familiari italiani seguiti sono così passati da 84 a 94, per un totale di 262 persone, mentre quelli stranieri sono passati da 304 a 358, per un totale di 1.339 persone. Più di un terzo dei destinatari del progetto “Fiducia nella città” sono minori, mentre 52 delle 450 delle famiglie seguite sono monogenitoriali.


Una situazione affrontata dall’incontro online che ieri ha visto protagonisti l’arcivescovo di Modena e Nonantola don Erio Castellucci e l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Modena Roberta Pinelli.

«La forza di questo progetto - ha spiegato il vescovo - nasce proprio dalla coesione della squadra e dal coraggio. “Fiducia nella città” non è rimasto uno slogan, si sta traducendo in incontri e azioni concrete, in cui le persone coinvolte non sono “assistite”, ma protagoniste. Questa non è solo un’operazione di fiducia - ha detto ancora don Erio - ma di rispetto della dignità delle persone». Secondo il vescovo, dunque, «in questa emergenza pandemica sono emersi disagi ancora più profondi: penso agli adolescenti ma anche alle madri sole, primi destinatari di questo progetto, e in generale a tutti coloro che hanno provato un “triplice” lutto, la perdita di un caro senza un accompagnamento e senza nemmeno il rito del commiato, ritrovandosi soli, vedovi o orfani. L’intervento - ha aggiunto don Erio Castellucci - quello che nelle nostre 222 parrocchie si traduce nelle attività di sostegno alle varie povertà attraverso le Caritas, viene portato avanti con uno stile non di assistenzialismo, ma di promozione. I luoghi non si chiamano centri di assistenza, ma centri di ascolto, proprio per fare emergere le ricchezze che i poveri portano». L’assessore Pinelli ha sottolineato la portata innovativa del progetto che vede gli assistenti sociali portare la propria professionalità al di fuori dei poli e ancor più a contatto con i bisogni del territorio e della comunità, coerentemente con la scelta del Servizio sociale di modificare approcci e processi di lavoro perseguendo un approccio comunitario. —

L.G.

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